Il Gobbo

Montegabbione tra il XII ed il XIII secolo
Il castrum, la comunità, la chiesa e l'assetto territoriale nelle fonti documentarie (1271-1300)

Questa pagina raccoglie e ordina le testimonianze finora note per Montegabbione nel XIII secolo, mantenendo separate le attestazioni documentarie dalle ipotesi sulle origini del centro fortificato. Le forme medievali del nome non sono uniformi: negli atti compaiono Montem Cabionem, Montis Cabionis, Monte Cabione e altre varianti grafiche registrate nella documentazione di fine secolo. Le varianti vengono conservate quando derivano dalla fonte o dalla sua edizione, senza normalizzarle retroattivamente.

La prima attestazione finora nota del castello risale al 1271, ma è nota attraverso Ferdinando Ughelli, che nel 1667 dichiarò di ricavarla da uno strumento conservato nell'archivio segreto Conservatorale di Orvieto: la selva di Collelungo divideva allora i «castelli di Monte Leone e Monte Gabbione». Il primo documento medievale direttamente controllabile nella tradizione archivistica conservata è invece del 18 settembre 1275, quando il vescovo di Orvieto Aldobrandino Cavalcanti si recò ad Montem Cabionem, vi celebrò gli uffici divini e vi amministrò la cresima, affermando che il luogo apparteneva alla diocesi orvietana.

Nel 1278 il Liber de confinibus offre un dato decisivo per la geografia istituzionale: Montegabbione non possiede una rubrica autonoma fra i 27 pivieri, mentre la descrizione posta sotto Pleberium Carraiole usa anche le formule pleberium Carraiole et Montis Cabionis e tenuta Carraiole et Montis Cabionis. Il dato consente quindi di collocare Montegabbione nel complesso territoriale descritto sotto Carnaiola, ma non di postulare un piviere montegabbionese autonomo. Undici anni dopo, il 24 ottobre 1289, compaiono i sindaci e procuratori dell'universitas hominum Castri de Monte Cabione, capaci di agire formalmente a nome della comunità, e nello stesso giorno il vescovo Francesco Monaldeschi istituì il rettore della chiesa castellana di Santa Maria. Il catasto orvietano del 1292 conserva infine una sezione specifica per Montegabbione, distinta da quella di Carnaiola: è prova di una registrazione territoriale propria, ma non consente da solo di datare o definire giuridicamente l'eventuale costituzione di un piviere autonomo. A chiusura del secolo, una testimonianza cronachistica cinquecentesca riferisce che nel 1300 Montegabbione contribuì con 20 fanti al contingente inviato dall'Orvietano a Roma in occasione del Giubileo di Bonifacio VIII.

Elenco cronologico della documentazione

Prima del 1271: le origini del castello fra ipotesi e documenti

Non è oggi possibile fissare con sicurezza documentaria la data di fondazione di Montegabbione. La storiografia locale ha proposto di risalire all'XI secolo, collegando la nascita del centro alla funzione strategica del colle e alla progressiva organizzazione del territorio fra Orvieto, Chiusi e Perugia. Si tratta però di una ricostruzione, non della datazione di un atto che nomini il castello.

Anche l'aspetto attuale del borgo e la sua posizione dominante costituiscono elementi utili per interpretarne la funzione, ma non consentono da soli di retrodatare la fortificazione. La cronologia documentaria comincia pertanto dal 1271, prima data alla quale è riferita una notizia esplicita del castello.

Stato della questione. APERTO La collocazione delle origini nell'XI secolo resta un'ipotesi storiografica. Non viene utilizzata come «prima attestazione» di Montegabbione finché non sarà individuato un testimone medievale che la sostenga.

1271, Collelungo fra i castelli di Monte Leone e Monte Gabbione

Ferdinando Ughelli, nell'Albero e Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano pubblicato a Roma nel 1667, riferisce di due strumenti di donazione del 1263 e del 1271, che dichiarava conservati nell'«archivio secreto Conservatorale d'Orvieto». Il primo era rogato a Poggio Aquilone; dal secondo ricavava una notizia topografica molto precisa: la selva di Collelungo, appartenente allora ai conti Bulgaruccio e Bernardino, divideva i castelli di Monteleone e Montegabbione.

Passo di Ughelli (1667), non trascrizione dell'atto medievale:

«Dui Stromenti di donatione si leggono nell'Archivio secreto Conservatorale d'Orvieto; uno del MCCLXIII, l'altro del MCCLXXI fatti da i Conti Bulgaruccio, e Bernardino: il primo è fatto al Poggio Aquilone avanti al Casamento loro; e dal secondo si ha, che la Selva di Collelongo, che divide i Castelli di Monte Leone, e Monte Gabione, a loro in quel tempo spettava».

Il passo è importante perché presuppone Montegabbione già riconoscibile come castello. Non costituisce però la trascrizione del documento del 1271: Ughelli ne riferisce soltanto il contenuto. Il testimone medievale sottostante non è oggi ricondotto a una moderna segnatura e il saggio di sintesi di Sandro Tiberini sui conti di Marsciano non ricolloca autonomamente questo specifico atto. Il 1271 resta quindi la prima attestazione finora nota, ma con un grado di prova diverso dagli atti cartularistici del 1275 e del 1289.

Il riferimento a Collelungo collega inoltre questa pagina a quella di Monteleone tra XII e XIII secolo, poiché la selva è descritta proprio come elemento divisorio fra i due castelli.

Il quadro signorile è coerente con la ricostruzione proposta da Sandro Tiberini per i conti di Marsciano: nella loro espansione lungo la valle del Chiani, lo studioso include fra i castelli sottoposti al controllo della stirpe Monteleone, Montegabbione e Parrano. Il dato non aggiunge una nuova data alla cronologia del castello, ma aiuta a collocare la testimonianza del 1271 nel sistema territoriale dei Bulgarelli-Marsciano.

Stato della fonte del 1271. INDIRETTO Ughelli dichiara di ricavare la notizia da uno strumento del 1271 conservato nell'archivio conservatorale orvietano, ma non ne trascrive il testo e la segnatura moderna non è identificata. Il saggio di Sandro Tiberini non ricolloca autonomamente questo specifico atto. La notizia non va quindi presentata come se fosse disponibile la trascrizione integrale del documento medievale.

1274? La datazione proposta della Fundatio Ecclesie Montis Gabioni oggi perduta

Il Codice A dei Cartulari dell’Archivio Vescovile di Orvieto è oggi lacunoso nelle carte iniziali; tuttavia il suo indice cinquecentesco registrava una voce intitolata Fundatio Ecclesie Montis Gabioni. L’atto cui la voce rinviava non è oggi presente nelle carte conservate. La voce d'indice costituisce quindi una memoria archivistica indiretta dell'atto, distinta da una semplice tradizione storiografica sulla fondazione di Santa Maria.

La collocazione della voce nella sequenza dell’indice, fra carte mancanti prossime ad atti riferiti al 1274, ha portato la storiografia locale a proporre una datazione intorno a quell’anno. Il dato realmente acquisito è però più circoscritto: l’indice cinquecentesco conservava memoria di un atto rubricato come “fondazione” della chiesa di Montegabbione, ma il testo è perduto e la posizione della voce non permette di trasformare il 1274 in data documentaria dell’atto né di definirne la natura giuridica.

Stato della pista. INDICE CON TESTIMONE IDENTIFICATO per l’esistenza della voce Fundatio Ecclesie Montis Gabioni, trasmessa dall’indice cinquecentesco del Codice A; APERTO per la datazione al 1274. Cfr. R. Galli, pp. 160-162; M. Pasquini, 2004, p. 4; D. Piselli, 2018, pp. 6-7.

18 settembre 1275, il vescovo di Orvieto ad Montem Cabionem

Il 18 settembre 1275 il vescovo di Orvieto Aldobrandino Cavalcanti si recò personalmente a Montegabbione. L'atto, trasmesso nel Codice A dei Cartulari dell'Archivio Vescovile di Orvieto, registra un gesto che aveva evidente valore giurisdizionale: il vescovo affermò che Montegabbione apparteneva alla diocesi orvietana, vi celebrò gli uffici divini e vi amministrò la cresima a un fanciullo.

In nomine Domini Amen. Anno nativitatis Eiusdem millesimo ducentesimo septuagesimo quinto indictione tertia tempore Domini Gregorii Pape decimi die decimo octavo Septembris. In presentia mei Gerardi notarii et testium subscriptorum, Venerabilis pater dominus frater Aldebrandinus Dei gratia Urbevetanus Episcopus accedens ad Montem Cabionem, quem dicebat et asserebat esse Urbevetani Diocesis in dicto Monte divina officia, ut in sua diocesi, celebravit et quendam puerum crisimavit ibidem tamquam in diocesia sua.

Actum in sumitate dicti Montis presentibus domino Bartho et domino Mulgano canonicis Urbevetanis, fratre Iohanne et fratre Mattheo Florentinis de Ordine Predicatorum, plebano Aczucio et Petrolino (?) familiaribus dicti domini Episcopi testibus ad hoc vocatis.

Ego Gerardus Andree auctoritate Sancte Romane Ecclesie notarius contitutus [signum notarii] predictis interfui et ea ut supra leguntur rogatus scripsi et publicavi et meo signo signavi.

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La rubrica dell'indice del cartulario è ancora più esplicita sul carattere del luogo: Instrumentum qualiter castrum Montis Gabionis est in diocesi Urbevetana. Il corpo dell'atto usa invece la forma Montem Cabionem; nel margine sinistro compare inoltre De Monte Cabionis. È utile conservare queste formulazioni: la rubrica qualifica il castrum, mentre testo e nota marginale documentano ulteriori oscillazioni grafiche del toponimo.

Stato della fonte del 1275. TRASCRIZIONE DOCUMENTARIA Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice A, c. 30/6; testo pubblicato in D. Piselli, 2018. La fonte documenta direttamente la presenza del luogo e la rivendicazione della giurisdizione diocesana orvietana; la rubrica del cartulario lo qualifica come castrum Montis Gabionis.

1278, Montegabbione nel quadro territoriale del Pleberium Carraiole

Tre anni più tardi il Liber factus de confinibus pleberiorum et terrarum comitatus civitatis Urbevetanae permette di collocare Montegabbione nella geografia amministrativa del contado orvietano. Nel 1278 Montegabbione non compare fra i 27 pivieri con una rubrica autonoma: la sezione è intitolata Pleberium Carraiole. Nel corpo della descrizione compaiono però sia pleberium Carraiole et Montis Cabionis sia tenuta Carraiole et Montis Cabionis. La formulazione più prudente è quindi che Montegabbione appartenga al complesso territoriale descritto sotto Carnaiola, pur partecipando esplicitamente alla denominazione della tenuta; il documento non autorizza a isolare un autonomo piviere di Montegabbione.

La forma Tenuta Montiscabionis compare nell'apparato toponomastico dell'edizione; la delimitazione che consente di leggere la posizione di Montegabbione è però quella completa del Pleberium Carraiole, qui riportata integralmente.

Pleberium Carraiole

Iuxta flumen Clanis, scilicet iuxta cannetum filiorum Iohannis Bernardi, iuxta quod cannetum mictit in flumen Clanis quedam via que venit per podium de Veclane, incipit confinare dicta via inter pleberium Carraiole et Montis Cabionis et pleberium Montis Leonis et sue montanee. Et inter utrumque pleberium diffinit dicta via, sicut mictit per dictum podium de Veclane et deinde redit per dictam viam ad molendinum Oddonis Fuge in fossatum Ripigloli, et deinde ascendit per dictum fossatum usque ad comitatum Perusinorum, et deinde tenuta Carraiole et Montis Cabionis protenditur usque ad crociclias et deinde ascendit per medium Podii Herilis usque in summitatem dicti montis. Et hic incipit confinare pleberium Carraiole cum pleberio Montis Iovis. Et inter utrumque pleberium redit per quamdam viam que venit versus castrum Montis Iovis.

Et per istam viam venit usque in cimam Podii Mercardi; et deinde venit per viam usque ad ecclesiam Sancti Donati destructam, deinde mictit in fossatellum Castagnoli, et per dictum fossatellum mictit in fossatum Risorri, et deinde mictit in flumen Clanis. Et ab inde supra confinat flumen Clanis inter dictum pleberium et pleberium Ficullis usque ad cannarium veclum, et deinde redit ad fossatum Rigarsai quod mictit in Clanem ex alia parte dicti Fluminis iuxta montem Ficullis, et deinde redit ad ecclesiam Sancti Glorii destructam et deinde mictit a capite campi Ranaldi Iacoppi, et deinde respicit recta linea ad fornacem que est iuxta stratam prope Amalariam, et deinde transit stratam et mictit in Clanem iuxta ortum infectorum, et ab inde supra confinat flumen Clanis inter ipsa pleberia Ficullis et Carraiole usque ad dictam viam que mictit in Clanem iuxta cannetum filiorum Iohannis Bernardi.

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Il dato è importante anche per leggere il territorio odierno: il piviere medievale di Carnaiola comprendeva il borgo di Montegabbione e una parte consistente dell'attuale comune di Montegabbione, fino al versante occidentale del Monte Arale. Bianco identifica infatti nella descrizione medievale alcuni riferimenti ancora riconoscibili: Fossatus Ripigloli con il fosso Ripignolo, il Comitatus Perusinorum con il territorio sottoposto a Perugia, Podium Herilis con il Monte Arale, Castrum Montis Iovis con Montegiove e Fossatus Risorri con il torrente Sorre.

Il tratto dei confini che interessa direttamente l'attuale territorio comunale. Dal settore del Ripignolo il limite saliva fino al territorio perugino; da qui la tenuta di Carnaiola e Montegabbione raggiungeva i crocicchi e saliva per il Monte Arale. Sulla sommità del rilievo iniziava il confine con il piviere di Montegiove; il limite seguiva quindi una strada diretta verso il castello di Montegiove, passava per il Podium Mercardi, raggiungeva la chiesa distrutta di San Donato, il fossatello Castagnoli e infine il torrente Sorre fino al Chiani.

Questo passaggio è particolarmente utile per Montegabbione perché una parte della linea è ancora leggibile nel paesaggio attuale. Bianco propone, con valore esplicitamente ipotetico, di identificare il Podium Mercardi con Poggio Pian del Sette, nel comune di Montegabbione, e la ecclesia Sancti Donati destructa con l'area di Poggio della Croce. La ricostruzione segue una viabilità che dal Monte Arale scende verso Montegiove e poi piega a occidente; non va però confusa con il testo medievale, che resta certo, mentre queste due identificazioni sono proposte topografiche moderne.

Nella descrizione dei confini di Montegiove compare inoltre la formula «...inter pleberium de Monte Iove et pleberium Carraiole et Montis Cabionis...». La presenza di Montis Cabionis accanto a pleberium Carraiole è significativa, ma non autorizza da sola ad anticipare al 1278 un autonomo «piviere di Montegabbione»: nell'elenco generale Montegabbione non compare come voce distinta.

Ughelli ricorda inoltre la «montagna di Carnaiola» nella divisione patrimoniale del 1280 fra Nardo con i fratelli e lo zio Bernardino, e nel 1284 riferisce dei beni di Carnaiola e Acqualta donati da Bernardino ai figli Ugolino e Ottaviano. Queste notizie contribuiscono al contesto signorile del versante di Montarale, ma i passi non nominano direttamente Montegabbione e gli atti medievali sottostanti non sono collazionati; non costituiscono pertanto nuove attestazioni del castrum.

Per il confronto con la lettura dello stesso documento dalla prospettiva del castello di Carnaiola si veda anche la pagina Carnaiola, 1278: Pleberium Carraiole e castrum Carraiole.

Stato della fonte del 1278. EDIZIONE SCIENTIFICA ASO-ASCO, Istrumentari, n. 877/8/VI, Liber de confinibus, con copia del 1427 in Istrumentari, n. 871; edizione di Francesca Bianco, pp. 49-53 e trascrizione alle pp. 75-76. Sono documentarie la rubrica Pleberium Carraiole e le formule che associano Carraiole e Montis Cabionis; INTERPRETATIVE restano le identificazioni puntuali di Podium Mercardi con Pian del Sette e di San Donato con Poggio della Croce.

24 ottobre 1289, la comunità di Montegabbione e la promessa delle decime

Il 24 ottobre 1289 la documentazione cambia scala: non compare soltanto il luogo, ma una comunità capace di agire giuridicamente. Davanti al vescovo di Orvieto Francesco Monaldeschi si presentarono Martino Verderose, Benvenuto Polesco, Matteo di Stefania e Vita di Giullano, sindaci e procuratori dell'universitas hominum Castri de Monte Cabione. L'atto precisa inoltre che essi erano stati appositamente costituiti mediante uno strumento rogato dal maestro Giovanni di Polesci, notaio allora della comunità del castello di Montegabbione: un dettaglio particolarmente significativo per il grado di organizzazione istituzionale raggiunto dal castrum.

In nomine Domini Amen. Anno nativitatis Eiusdem millesimo ducentesimo octuagesimo nono. Indictione tertia pontificatus domini Nicolai Pape quarto anno secundo, mense Octubris die vigesimo quarto. Constituti coram venerabili patre domino Francisco Dei gratia Urbevetano Episcopo, Martinus Verderose, Benvenutus Polescus, Matheus, Stephanie et Vita de Iullano, sindici et procuratores universitatis hominum Castri de Monte Cabione ad infrascripta specialiter constituti prout apparet per manum magistri Iohannis de Polesci notarii tunc Communitatis Castri Montis Cabionis predicti, sponte et voluntate propria per se ipsis et heredibus suis, et nomine dicte universitatis et hominum omnium et singulorum dicti Castri Montis Cabionis et heredum suorum promiserunt eidem domino Episcopo pro se et successoribus suis legitime stipulanti, dare ei vel eius nunctiis sive nuntiis Episcopatus Urbevetani decimas prout inferius annotatur.

Videlicet quod quilibet dicti Castri et heredes eius qui laborabit vel laborat cum bubus, de quolibet pario bouum dabit in perpetuum eidem domino Episcopo et successoribus suis et Episcopatui Urbevetano vel eorum nuntiis, quolibet anno tempore quo decime solent solvi nomine decime et pro decima, unum quartengum boni grani, ad mensuram quam homines ville Aque Alte et secundum consuetudinem quam ipsi domino decimam solvunt, cuius quidem mensure quinque capiunt quatuor, ad mensuram iustam Urbevetanam, et qui non laborat seu non laborabit cum bubus, solvent medietatem dicte mensure. Et hoc promiserunt predicti syndici et procuratores, tam suo quam dicte universitatis et hominum, omnium singulorum dicti Castri nomine et heredum suorum eidem domino Episcopo pro se suisque successoribus legitime stipulanti et recipienti omni tempore firmiter observare et nullo unquam tempore contra facere vel venire alicuius rei pretextu.

Actum ad Urbemveterem in camera dicti domini Episcopi, presentibus Guidecto Bernardini camerario et Apolenari notario domini Episcopi prelibati, presbitero Iohanne rectore Ecclesie Sancte Marie dicti Castri Montis Cabionis et Iohanne de Placentia familiare dicti domini Episcopi, testibus ad hec specialiter vocatis et rogatis.

Et ego Nicolaus de Guarcino auctoritate sedis apostolice publicus notarius predictis interfui, scripsi et signum feci rogatus.

Cassatum istud instrumentum de [signum notarii] mandato domini Episcopi.

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I rappresentanti promisero, per sé e a nome della comunità, di corrispondere al vescovo e ai suoi nunzi le decime secondo il sistema assunto a riferimento dagli abitanti di Acqua Alta. Il testo specifica concretamente la misura: chi lavorava con i buoi avrebbe dovuto versare ogni anno un quartengo di buon grano per ogni paio di buoi; chi non lavorava con i buoi avrebbe pagato metà di quella misura. La misura era quella usata ad Acqua Alta, precisata dall'atto con il rapporto per cui cinque di tali misure corrispondevano a quattro secondo la misura orvietana.

La rubrica dell'indice identifica il documento come Obligatio universitatis Montis Gabionis de solvendis decimis; nel margine compare Ordinatio decimarum Montis Cabionis. L'atto è quindi importante su almeno tre piani: attesta l'universitas hominum, cioè una collettività formalmente rappresentata e dotata di proprio notaio; conferma la qualificazione di Montegabbione come castrum; inserisce la comunità in un rapporto fiscale ed ecclesiastico diretto con il vescovo di Orvieto.

Il documento reca una successiva nota di cassazione per mandato del vescovo. La cassazione incide sull'efficacia dell'obbligazione, ma non cancella il valore storico dell'atto come testimonianza dell'esistenza, della rappresentanza e della capacità negoziale della comunità nel 1289.

Il confronto con Acqua Alta è sviluppato anche nella pagina Acqua Alta tra XII e XIII secolo.

Stato della fonte del 1289 - decime. TRASCRIZIONE DOCUMENTARIA Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 85/4; edizione in D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione, appendice, doc. 6, pp. 38-40. La nota di cassazione va sempre ricordata quando si descrive l'efficacia dell'atto.

24 ottobre 1289, la chiesa castellana di Santa Maria

Nello stesso giorno gli stessi quattro sindaci e procuratori — Martino Verderose, Benvenuto Polesco, Matteo di Stefania e Vita di Giullano — sono qualificati come parrochiani Ecclesie Sancte Marie eiusdem loci. A nome proprio, della comunità e degli uomini del castello presentarono al vescovo il presbitero Giovanni Ammanniti di Torrecchia, chiedendo con insistenza che fosse istituito rettore della chiesa di Santa Maria. Francesco Monaldeschi accolse la richiesta e gli affidò la cura e l'amministrazione della chiesa. Il nuovo rettore promise quindi al vescovo la dovuta obbedienza e prestò il consueto giuramento di fedeltà.

Fra i testimoni l'atto ricorda nuovamente Giovanni de Poleschis, notaio del Comune di Montegabbione, e un Domenico Prandini (?) qualificato come potestas. La lettura del cognome del podestà è già indicata come dubbia nell'edizione del 2018 e viene quindi mantenuta con cautela; la presenza della qualifica, insieme al notaio comunale e ai sindaci, offre comunque un ulteriore indizio della struttura istituzionale raggiunta dal castello nel 1289.

In nomine Domini Amen. Anno nativitatis Eiusdem millesimo ducentesimo octuagesimo nono. Indictione tertia pontificatus domini Nicolai Pape quarto anno secundo, mense Octubris die vigesimo quarto. Cum Martinus Verderose, Benvenutus Polescus, Matheus, Stephanie et Vita de Iullano, syndici et procuratores universitatis hominum de Castro Montis Cabionis Urbevetane diocesis parrochiani Ecclesie Sancte Marie eiusdem loci, eorum et dicte universitatis et hominum nomine, presbiterum Iohannem Ammanniti de Turreccle, venerabili patri domino Francisco Dei gratia Urbevetano Episcopo, ad ipsam Ecclesiam presentassent et cum instantia peterent ab eodem domino, ut ipse ex officio suo ordinario, ipsum presbiterum Iohannem institueret in rectorem Ecclesie Sancte Marie predicte. Idem dominus Episcopus eorum in hac parte petitionibus annuens, prefatum presbiterum Iohannem, ad dictorum procuratorum presentationem, instituit in rectorem Ecclesie Sancte Marie prefate, curam et administrationem memorate Ecclesie eidem presbitero, in spiritualibus et temporalibus committendo. Idem autem rector promisit eidem domino Episcopo tamquam suo ordinario obedientiam et debitam et devotam et prestitit fidelitatis solitum iuramentum.

Actum apud Urbemveterem in camera domini Episcopi memorati, presentibus Dominico Pradini (?) potestate et Iohanne de Poleschis notario Communis Montis Cabionis ac prelibatis syndicis et procuratoribus testibus.

Et ego Nicolaus de Guarcino auctoritate sedis apostolice publicus notarius predictis interfui, scripsi et signum feci rogatus.

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L'atto prova senza ambiguità che nel 1289 esisteva una chiesa castellana organizzata e mostra anche il ruolo attivo della comunità nella presentazione del rettore. La proposta di collocare la fondazione «intorno al 1274» non nasce soltanto da una tradizione generica: deriva dalla voce perduta Fundatio Ecclesie Montis Gabioni dell'indice cinquecentesco del Codice A. Poiché però l'atto non è conservato e la data si ricava soltanto dalla sua posizione nella sequenza dell'indice, resta sicuro soltanto che Santa Maria esisteva entro il 24 ottobre 1289.

La rubrica dell'indice del Codice C registra l'atto come Institutio ecclesie de Monte Gabione; nel margine si legge Institutio ecclesie de Montecabione. Le due forme sono utili anche per seguire l'evoluzione grafica del toponimo.

Stato della fonte del 1289 - Santa Maria. TRASCRIZIONE DOCUMENTARIA Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 87/1; nell'indice Institutio ecclesie de Monte Gabione. INDIRETTA è invece la memoria della Fundatio Ecclesie Montis Gabioni trasmessa dall'indice cinquecentesco del Codice A; la sua attribuzione al 1274 resta APERTA.

1292, il catasto orvietano: una sezione propria per Montegabbione

Il catasto del contado orvietano del 1292 fotografa una situazione documentaria diversa dal Liber de confinibus del 1278. La sezione relativa a Montegabbione è individuata da Francesca Bianco in ASO-ASCO, Catasti, n. 400, Montegabbione, cc. 398-458. A questa data Montegabbione dispone dunque di una sezione catastale propria, distinta da quella di Carnaiola. Questo dato è sufficiente per descrivere una distinta registrazione territoriale e fiscale; non prova, da solo, la data o la natura giuridica dell’istituzione di un piviere autonomo.

La trascrizione divulgativa pubblicata in Montegabbione... Ieri restituisce per il registro locale l'intitolazione:

Hic est liber appassatus terrarum et possessionum hominum castri Montis Gaubionis.

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La stessa pubblicazione segnala 186 poste di allibramento. Il numero viene qui mantenuto come indicazione dell'ampiezza della registrazione catastale, senza trasformarlo automaticamente in numero di famiglie o abitanti. Fra i toponimi segnalati nella tradizione locale compaiono costa Montaralis e contrata in colle Croci; un riscontro particolarmente utile viene dallo studio di Bianco, che documenta nel catasto la forma Colle Crucis per l'area di Poggio della Croce.

Il catasto mostra anche il forte radicamento patrimoniale di San Giovanni di Montarale. Nel censimento condotto da Maxime Fulconis, i possessi del monastero ricorrono 231 volte come confine di proprietà e 193 occorrenze sono attribuite dallo studioso all’area da lui classificata come piviere di Montegabbione. Il dato quantitativo è quindi un’elaborazione moderna del catasto, utile per leggere il peso patrimoniale dell’ente ecclesiastico, e non va confuso con una rubrica del registro qui direttamente collazionata.

Per questa pagina il dato strutturale sicuro è più circoscritto: fra il 1278 e il 1292 Montegabbione passa dall’inquadramento territoriale descritto sotto Carnaiola a una sezione catastale propria. La documentazione del 1289, con l’universitas hominum e la chiesa di Santa Maria, si colloca all’interno di questa trasformazione; la cronologia dell’eventuale autonomia plebana va invece dimostrata con documentazione ecclesiastica specifica.

Stato della fonte del 1292. STUDIO CON TESTIMONE IDENTIFICATO per la segnatura ASO-ASCO, Catasti, n. 400, Montegabbione, cc. 398-458 e per il riferimento a Colle Crucis utilizzato da Bianco. INDIRETTO per l’intitolazione, le 186 poste e gli altri toponimi riportati attraverso Montegabbione... Ieri. Le 193 occorrenze relative ai possessi di San Giovanni di Montarale sono un’elaborazione quantitativa moderna di Maxime Fulconis. Il catasto non viene qui assunto come prova diretta dell’erezione di un piviere autonomo.

1300, venti fanti di Montegabbione inviati a Roma per il Giubileo

Monaldo Monaldeschi, nei Commentarii historici pubblicati a Venezia nel 1584, ricorda che in occasione del Giubileo del 1300 il Comune di Orvieto inviò a Roma la propria cavalleria e contingenti di fanti provenienti dai castelli del contado per la guardia della città e del pontefice. Nella tradizione del passo, Montegabbione compare nella forma Monte Gubiano con un contingente di 20 fanti; nello stesso elenco sono ricordati, fra gli altri, Monteleone con 20 uomini, Carnaiola con 6 e Montegiove con 6.

La notizia è significativa perché, pur trasmessa da una cronaca molto posteriore ai fatti, colloca Montegabbione alla fine del XIII secolo fra i centri del contado capaci di fornire un proprio contingente militare. Il dato si accorda con il quadro istituzionale emerso nel 1289 e nel catasto del 1292, ma non consente di ricavare automaticamente né la popolazione complessiva né la consistenza militare ordinaria del castello.

Stato della fonte del 1300. INDIRETTO La notizia è attribuita a Monaldo Monaldeschi, Commentarii historici, Venezia, 1584, ed è ripresa da Cesare Simoni e dalla storiografia locale. Il passo dell'edizione cinquecentesca non è ancora collazionato direttamente in questa pagina; il dato viene quindi mantenuto distinto dagli atti medievali coevi.

Le forme medievali del nome di Montegabbione

La documentazione duecentesca mostra oscillazioni grafiche che non devono essere corrette in una forma unica. Esse sono utili per la storia del toponimo, ma non bastano da sole a dimostrarne l'etimologia.

DataFormaContestoStato
1271Monte GabbioneForma italiana trasmessa da Ughelli nella notizia ricavata dallo strumento del 1271.INDIRETTO
18 settembre 1275Montem Cabionem; rubrica castrum Montis Gabionis; margine De Monte CabionisAtto del vescovo Aldobrandino Cavalcanti.TRASCRIZIONE DOCUMENTARIA
1278Montis Cabionis; MontiscabionisLiber de confinibus, descrizione territoriale sotto la rubrica Pleberium Carraiole.EDIZIONE SCIENTIFICA
24 ottobre 1289Monte Cabione; Montis Cabionis; Monte Gabione; margine Ordinatio decimarum Montis CabionisPromessa delle decime, istituzione del rettore e rubriche/marginali del Codice C.TRASCRIZIONE DOCUMENTARIA
1292Montis Gaubionis; nella tradizione locale anche Montis GuabionisCatasto del contado orvietano; la lezione Gaubionis è trasmessa da Montegabbione... Ieri. La grafia del registro resta da collazionare direttamente.INDIRETTO per la grafia
1300Monte GubianoForma trasmessa dalla tradizione del passo di Monaldo Monaldeschi sul contingente inviato a Roma per il Giubileo.INDIRETTO

Nel n. 109 de Il Gobbo (24 maggio 2025) è stata proposta l'ipotesi che la base Cabion-/Gabion- sia collegata al termine medievale gabio/gabionis, riferito a strutture difensive realizzate con cesti riempiti di terra e pietre. La proposta è interessante e coerente con il campo semantico della fortificazione, ma allo stato attuale resta una ipotesi etimologica: la successione delle grafie documenta l'evoluzione del nome, non prova da sola l'origine semantica.

Stato dell'etimologia. APERTO Le forme duecentesche sono documentarie; il passaggio da queste forme al significato «monte dei gabbioni» è interpretativo e richiede ulteriori confronti linguistici e toponomastici.

Dal castrum alla comunità e alla sezione territoriale propria: la sequenza 1271-1300

Le fonti consentono di evitare una narrazione lineare costruita a posteriori e di osservare invece alcune soglie documentarie. Nel 1271 Montegabbione è ricordato come castello in una testimonianza erudita che rimanda a un atto duecentesco; nel 1275 il vescovo di Orvieto vi compie atti liturgici e afferma pubblicamente la propria giurisdizione diocesana; nel 1278 Montegabbione è descritto nel quadro territoriale posto sotto la rubrica Pleberium Carraiole; nel 1289 possiede un'universitas hominum formalmente rappresentata e una chiesa castellana di Santa Maria; nel 1292 il catasto gli dedica una sezione propria; nel 1300 la tradizione cronachistica attribuisce infine al castello un contingente di venti fanti inviati a Roma per il Giubileo.

Questa progressione non dimostra che il castello sia nato nel 1271 e non consente di fissare, sulla sola base del catasto, la data di istituzione di un piviere autonomo. Fissa invece con precisione ciò che questo corpus documenta: fra il 1278 e il 1292 Montegabbione passa da un inquadramento territoriale condiviso con Carnaiola a una registrazione catastale propria, mentre nel 1289 la comunità e la sua chiesa sono già pienamente visibili nella documentazione episcopale. L’autonomia plebana, se assunta come categoria ecclesiastica, richiede pertanto una prova specifica distinta dalla sola autonomia catastale.

Regesto documentario e stato del controllo

DataAttestazioneFonte / riferimentoStato
XI secoloProposta tradizionale per le origini del castello; nessun documento medievale finora controllato nomina Montegabbione con questa data.Storiografia locale; priva, allo stato della documentazione nota, di riscontro medievale diretto.ipotesi
1271La selva di Collelungo divide i «castelli di Monte Leone e Monte Gabbione».F. Ughelli, Albero e Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano, Roma, 1667; notizia dichiarata tratta da uno strumento del 1271 dell'archivio Conservatorale di Orvieto.testimonianza erudita; atto da ricollazionare
circa 1274?Fundatio Ecclesie Montis Gabioni, voce dell'indice cinquecentesco del Codice A relativa a un atto oggi non conservato.AVO, Cartulari, Codice A, indice cinquecentesco; R. Galli, 2012; D. Piselli, 2018, pp. 6-7.voce d'indice con testimone identificato; datazione al 1274 aperta
18 settembre 1275Montem Cabionem; il vescovo celebra e cresima nel luogo che afferma appartenere alla diocesi orvietana. Rubrica: castrum Montis Gabionis.AVO, Cartulari, Codice A, c. 30/6; indice in R. Galli.trascrizione documentaria di atto cartularistico identificato
1278Tenuta Montiscabionis; confini verso Monteleone, territorio perugino, Monte Arale e Montegiove, con il tratto Podium Mercardi - Sanctus Donatus - Castagnoli - Risorri pertinente all'area dell'attuale comune di Montegabbione.ASO-ASCO, Istrumentari, n. 877/8/VI, Liber de confinibus; F. Bianco, 2016, pp. 49-53, 75-76.edizione scientifica; identificazioni topografiche moderne prudenti
24 ottobre 1289Martino Verderose, Benvenuto Polesco, Matteo di Stefania e Vita di Giullano, sindaci e procuratori dell'universitas; Giovanni di Polesci è indicato come notaio della comunità. Promessa delle decime al vescovo, poi cassata.AVO, Cartulari, Codice C, c. 85/4; D. Piselli, 2018, appendice, doc. 6, pp. 38-40.trascrizione documentaria; cassazione esplicita
24 ottobre 1289Istituzione di Giovanni Ammanniti di Torrecchia come rettore della chiesa castellana di Santa Maria.AVO, Cartulari, Codice C, c. 87/1; indice: Institutio ecclesie de Monte Gabione; D. Piselli, 2018, appendice, doc. 7, pp. 41-43.trascrizione documentaria di atto identificato
1292Sezione catastale propria di Montegabbione; intitolazione con castrum Montis Gaubionis e 186 poste nella trascrizione locale; Colle Crucis nell'area di Poggio della Croce.ASO-ASCO, Catasti, n. 400, Montegabbione, cc. 398-458; F. Bianco, 2016; Montegabbione... Ieri, 1981.testimone identificato attraverso studi; intitolazione e dettagli divulgativi da collazionare
1300Invio di 20 fanti di Monte Gubiano a Roma in occasione del Giubileo di Bonifacio VIII.Monaldo Monaldeschi, Commentarii historici, Venezia, 1584; tradizione ripresa da C. Simoni, 1925.INDIRETTO - cronaca posteriore, passo da collazionare sull'edizione originale.

Fonti e bibliografia essenziale

Fonti archivistiche e documentarie

  • Archivio Vescovile di Orvieto (AVO), Cartulari, Codice A, indice cinquecentesco, voce Fundatio Ecclesie Montis Gabioni, relativa a carte oggi mancanti.
  • Archivio Vescovile di Orvieto (AVO), Cartulari, Codice A, c. 30/6, atto del 18 settembre 1275 relativo a Montegabbione.
  • Archivio Vescovile di Orvieto (AVO), Cartulari, Codice C, c. 85/4, Instrumentum promissionis, 24 ottobre 1289.
  • Archivio Vescovile di Orvieto (AVO), Cartulari, Codice C, c. 87/1, Institutio ecclesie de Monte Gabione, 24 ottobre 1289.
  • Archivio di Stato di Orvieto - Archivio Storico Comunale di Orvieto (ASO-ASCO), Istrumentari, n. 877/8/VI, Liber factus de confinibus pleberiorum et terrarum comitatus civitatis Urbevetanae, 1278; copia del 1427, Istrumentari, n. 871.
  • Archivio di Stato di Orvieto - Archivio Storico Comunale di Orvieto (ASO-ASCO), Catasti, n. 400, Montegabbione, cc. 398-458, catasto del contado, 1292.

Edizioni e studi

  • BIANCO, Francesca, «Il Liber de confinibus di Orvieto (1278). Per uno studio del paesaggio medievale degli antichi pivieri di Ficulle, Carnaiola, Fabro, Monteleone e Montegiove», Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, CXIII (2016), fasc. I-II, tomo I, pp. 45-89.
  • CARPENTIER, Élisabeth, Orvieto à la fin du XIIIe siècle. Ville et campagne dans le Cadastre de 1292, Paris, Éditions du CNRS, 1986.
  • FULCONIS, Maxime, Propriété ecclésiastique et lotissement au Moyen Âge : l’exemple d’Orvieto, mémoire de Master 2 Recherche, Université Paris-Sorbonne, 2014.
  • GALLI, Roberta, «Gli indici dei codici A, B, C dell’Archivio Vescovile di Orvieto», Colligite fragmenta. Bollettino storico della diocesi di Orvieto-Todi, IV (2012), pp. 159-205.
  • GRUPPO GIOVANILE DI MONTEGABBIONE, Montegabbione... Ieri, Montegabbione, 1981.
  • NICO OTTAVIANI, Maria Grazia, «Montegabbione un castello nel territorio di Orvieto», in Marilena Rossi Caponeri (a cura di), Statuto di Montegabbione, «Statuti Comunali dell'Umbria», 7, Perugia, Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, 2012, pp. VII-LXIII.
  • NICO OTTAVIANI, Maria Grazia, «Città e contado. Orvieto, i Montemarte e il castello di Montegabbione (secoli XIII-XV)», in Ingenita curiositas. Studi sull'Italia medievale per Giovanni Vitolo, tomo II, 2018, pp. 657-674.
  • MONALDESCHI DELLA CERVARA, Monaldo, Commentarii historici, Venezia, Francesco Ziletti, 1584.
  • PARDI, Giuseppe, «Il Catasto d'Orvieto dell'anno 1292», Bullettino della Società Umbra di Storia Patria, II (1896), pp. 225-320.
  • PASQUINI, Milena, Il Santuario della Madonna delle Grazie in Montegabbione, a cura della Parrocchia di S. Maria Assunta in Cielo e S. Lorenzo, Montegabbione, 2004.
  • PISELLI, Daniele (a cura di), Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei sec. XII-XIV, Montegabbione, Pro Loco Montegabbione, 2018.
  • PISELLI, Daniele, «Proposta di studio sul toponimo “Montegabbione”», Il Gobbo, XVI, n. 109, 24 maggio 2025.
  • SIMONI, Cesare, Il castello di Monte Giove de Montanea, Roma, 1925.
  • TIBERINI, Sandro, «I marchesi del Monte, i conti di Marsciano e i conti di Montemarte: le dinamiche politiche nei rapporti con le città (secoli XII-XV)», in Paolo Pirillo - Lorenzo Tanzini (a cura di), Terre di confine tra Toscana, Romagna e Umbria. Dinamiche politiche, assetti amministrativi, società locali (secoli XII-XVI), Firenze, Leo S. Olschki, 2020, pp. 369-392.
  • UGHELLI, Ferdinando, Albero e Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano, Roma, 1667.

Criterio bibliografico. Sono elencate soltanto le opere effettivamente utilizzate per la ricostruzione 1271-1300 o per le questioni metodologiche esplicitamente trattate nella pagina. Le pubblicazioni generali su Montegabbione che non aggiungono un dato specifico a questo arco cronologico non vengono replicate qui.

Note

Nota sulle traduzioni. Le traduzioni che seguono sono traduzioni di servizio destinate alla lettura della pagina. Per gli atti del 1275 e del 1289 si segue la traduzione pubblicata in D. Piselli (a cura di), Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei sec. XII-XIV, 2018; per il Liber de confinibus del 1278 la traduzione è resa qui in forma di servizio sulla trascrizione edita da Francesca Bianco. Non sostituiscono un'edizione critica.

1 Traduzione di servizio completa dell'atto del 18 settembre 1275. Nel nome del Signore Amen. Nell’anno della natività di Nostro Signore mille duecento settantacinque, indizione terza, al tempo di Gregorio X papa, il giorno diciotto settembre. Alla presenza di me Gerardo notaio e dei testimoni sottoscritti, il venerabile padre frate Aldobrandino, per grazia di Dio vescovo di Orvieto, recandosi a Montegabbione, che diceva e affermava essere della diocesi orvietana, celebrò i servizi divini in detto Montegabbione, come nella sua diocesi, e cresimò lì un fanciullo, come nella sua diocesi. Atto rogato sulla sommità del detto monte, alla presenza di don Barto e don Mulgano canonici orvietani, dei frati Giovanni e Matteo fiorentini dell’Ordine dei Predicatori, del pievano Acuzio e di Petrolino (?), familiari del detto vescovo, testimoni appositamente convocati. Io Gerardo di Andrea, notaio designato per autorità della Santa Romana Chiesa, sono stato presente alle cose suddette e quanto sopra si legge ho scritto su richiesta, reso pubblico e firmato con il mio signum. AVO, Cartulari, Codice A, c. 30/6; ed. D. Piselli, 2018, doc. 4, p. 35. ↩︎

2 Traduzione di servizio completa del Pleberium Carraiole (1278). Presso il fiume Chiani, cioè presso il canneto dei figli di Giovanni Bernardi, accanto al quale sfocia nel Chiani una certa via che viene dal poggio di Veclane, la detta via comincia a segnare il confine fra il piviere di Carnaiola e Montegabbione e il piviere di Monteleone con la sua montagna. Fra i due pivieri delimita la stessa via, passando per il detto poggio di Veclane; quindi ritorna lungo la detta via al mulino di Oddone Fuga nel fosso Ripignolo e risale per detto fosso fino al contado perugino. Da qui la tenuta di Carnaiola e Montegabbione si estende fino ai crocicchi e quindi sale attraverso il mezzo del poggio Herilis fino alla sommità del detto monte. Qui comincia a confinare il piviere di Carnaiola con il piviere di Montegiove; fra i due pivieri il confine ritorna lungo una certa via che viene verso il castello di Montegiove. Per questa via giunge fino alla cima del poggio Mercardi; quindi prosegue lungo la via fino alla chiesa distrutta di San Donato, poi scende nel fossatello Castagnoli e, per detto fossatello, nel fosso Sorre, che sfocia nel Chiani. Da qui in avanti il fiume Chiani segna il confine fra detto piviere e il piviere di Ficulle fino al vecchio canneto; quindi ritorna al fosso Rigarsai, che sfocia nel Chiani dall’altra parte del fiume presso il monte di Ficulle; poi ritorna alla chiesa distrutta di San Glorio e quindi giunge al capo del campo di Ranaldo Iacoppi; da qui guarda in linea retta alla fornace posta presso la strada vicino ad Amalaria, attraversa la strada e giunge nel Chiani presso l’orto dei tintori. Da qui in avanti il fiume Chiani segna il confine fra i pivieri di Ficulle e Carnaiola fino alla detta via che sfocia nel Chiani presso il canneto dei figli di Giovanni Bernardi. ASO-ASCO, Istrumentari, n. 877/8/VI; F. Bianco, 2016, trascrizione pp. 75-76. Le identificazioni dei toponimi moderni sono discusse nel testo e non sono incorporate nella traduzione. ↩︎

3 Traduzione di servizio completa dell'Instrumentum promissionis, 24 ottobre 1289. Nel nome del Signore Amen. Nell’anno dalla Sua nascita mille duecento ottantanove, indizione terza, nel secondo anno del pontificato di Niccolò IV papa, il giorno ventiquattro del mese di ottobre. Convenuti alla presenza del venerabile padre signor Francesco, per grazia di Dio vescovo di Orvieto, Martino Verderose, Benvenuto Polesco, Matteo di Stefania e Vita di Giullano, sindaci e procuratori della comunità degli uomini del castello di Montegabbione, appositamente costituiti per quanto segue, come risulta dall’atto rogato dal maestro Giovanni di Polesci, allora notaio della comunità del predetto castello di Montegabbione, spontaneamente e di propria volontà, per sé e per i propri eredi e a nome della detta comunità e di tutti e singoli gli uomini del detto castello di Montegabbione e dei loro eredi, promisero al medesimo signor vescovo, che stipulava legittimamente per sé e per i propri successori, di dare a lui o ai suoi nunzi, ovvero ai nunzi dell’episcopato orvietano, le decime nel modo sotto indicato. Cioè: chiunque del detto castello e i suoi eredi, che lavorerà o lavora con i buoi, per ogni paio di buoi darà in perpetuo al medesimo signor vescovo, ai suoi successori, all’episcopato orvietano o ai loro nunzi, ogni anno nel tempo in cui si sogliono pagare le decime, a titolo e in pagamento della decima, un quartengo di buon grano, secondo la misura usata dagli uomini della villa di Acqua Alta e secondo la consuetudine con cui essi pagano la decima al signore; di tale misura cinque equivalgono a quattro secondo la giusta misura orvietana. Chi invece non lavora o non lavorerà con i buoi pagherà la metà della detta misura. I predetti sindaci e procuratori promisero, tanto a proprio nome quanto a nome della detta comunità, di tutti e singoli gli uomini del castello e dei loro eredi, al medesimo signor vescovo, che stipulava e riceveva legittimamente per sé e per i propri successori, di osservare fermamente tutto ciò in ogni tempo e di non agire né venire mai contro di esso per alcun pretesto. Atto rogato a Orvieto, nella camera del detto signor vescovo, alla presenza di Guidetto Bernardini camerario, di Apollinare notaio del predetto vescovo, del presbitero Giovanni rettore della chiesa di Santa Maria del detto castello di Montegabbione e di Giovanni di Piacenza, familiare del detto signor vescovo, testimoni appositamente chiamati e richiesti. E io Nicola di Guarcino, notaio pubblico per autorità della Sede Apostolica, fui presente alle cose suddette e, richiesto, scrissi e apposi il mio signum. Questo strumento fu cassato per mandato del signor vescovo. AVO, Cartulari, Codice C, c. 85/4; ed. D. Piselli, 2018, doc. 6, pp. 38-40. Il quartengum è la quarta parte del rubbio; nell’uso orvietano ricordato nell’edizione del 2018 corrispondeva a circa 150 libbre di grano, secondo il catasto di Ferrante Ferro del 1523. ↩︎

4 Traduzione di servizio completa dell'Instrumentum electionis, 24 ottobre 1289. Nel nome del Signore Amen. Nell’anno dalla Sua nascita mille duecento ottantanove, indizione terza, nel secondo anno del pontificato di Niccolò IV papa, il giorno ventiquattro del mese di ottobre. Poiché Martino Verderose, Benvenuto Polesco, Matteo di Stefania e Vita di Giullano, sindaci e procuratori della comunità degli uomini del castello di Montegabbione della diocesi orvietana, parrocchiani della chiesa di Santa Maria dello stesso luogo, a nome proprio, della detta comunità e degli uomini, avevano presentato per la medesima chiesa al venerabile padre signor Francesco, per grazia di Dio vescovo di Orvieto, il presbitero Giovanni Ammanniti di Torrecchia, e chiedevano con insistenza al medesimo signore che, in forza del proprio ufficio ordinario, istituisse lo stesso presbitero Giovanni rettore della predetta chiesa di Santa Maria, il medesimo signor vescovo, accogliendo in questa materia le loro richieste, alla presentazione dei detti procuratori istituì il predetto presbitero Giovanni rettore della suddetta chiesa di Santa Maria, affidandogli la cura e l’amministrazione della medesima chiesa nelle cose spirituali e temporali. Il medesimo rettore promise quindi al detto signor vescovo, quale proprio ordinario, la dovuta e devota obbedienza e prestò il consueto giuramento di fedeltà. Atto rogato a Orvieto, nella camera del ricordato signor vescovo, alla presenza di Domenico Pradini (?) potestas, di Giovanni de Poleschis notaio del Comune di Montegabbione e dei predetti sindaci e procuratori, testimoni. E io Nicola di Guarcino, notaio pubblico per autorità della Sede Apostolica, fui presente alle cose suddette e, richiesto, scrissi e apposi il mio signum. AVO, Cartulari, Codice C, c. 87/1; ed. D. Piselli, 2018, doc. 7, pp. 41-43. ↩︎

5 Traduzione di servizio dell'intitolazione catastale del 1292. «Questo è il libro dell'estimo delle terre e dei possessi degli uomini del castello di Montegabbione». La formula è qui riportata attraverso Montegabbione... Ieri (1981) e resta da collazionare direttamente sulle cc. 398-458 del catasto. ↩︎

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