Castello di Castel di Fiori
Il borgo e le attestazioni
Castel di Fiori conserva un impianto di borgo murato, con il castello oggi in parte ridotto a rudere, la torre sul lato opposto della via centrale, il palazzo affacciato sulla piazza e la chiesa di Santa Maria Maddalena. Le strutture superstiti appartengono a fasi diverse, e l'aspetto attuale riflette anche restauri successivi.
La vicenda del luogo va letta attraverso denominazioni successive. Nel 1289 sono documentati gli homines ville Aque Alte; il catasto del 1292 registra la Villa Abbatie Aque Alte; nel 1293 compare la chiesa di Santa Maria di Acqua Alta. Questi atti provano l'esistenza della villa e della chiesa, non ancora la configurazione materiale del castello trecentesco. Nel 1345 le Ephemerides Urbevetanae ricordano il castrum Acquae Altae, fortificato e ormai chiamato Castrum Florae. Il collegamento fra i toponimi è documentato; la perfetta sovrapposizione dei perimetri della villa e del castello non lo è.
Fonti: Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, cc. 85/4 e 187/2; Archivio di Stato di Orvieto, catasto del contado del 1292; Ephemerides Urbevetanae, ed. L. Fumi; D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione, 2018; scheda di Santa Maria e Villa Acqua Alta.
Il territorio prima del castello
Presso Poggio della Croce le indagini archeologiche hanno distinto un recinto sommitale e un settore funerario con resti di edificio e tombe a giacitura multipla. Lo studio di Francesca Bianco data la necropoli al V-VI secolo d.C.: le tre tombe esaminate contenevano i resti di quattordici persone. Le cinque monete di bronzo, molto deteriorate, non consentono una datazione autonoma. La fase funeraria tardoantica non va attribuita all'età del Bronzo sulla base del recinto, né usata per datare il castello medievale.
La possibile identificazione dell'edificio funerario con la ecclesia Sancti Donati destructa del 1278 rimane un'ipotesi topografica che richiede nuovi scavi; si veda la scheda di San Donato. Anche l'antica proposta di una fondazione dell'abbazia di San Pietro nel X secolo non trova conferma documentaria nelle fonti qui esaminate: la prima attestazione dell'abbazia è del 1139.
Riferimenti: P. Bruschetti, Indagine archeologica su un recinto fortificato e una necropoli presso Montegabbione, 1988; F. Bianco, Il Liber de confinibus di Orvieto (1278), in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, CXIII, 2016, pp. 51-54; D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione, 2018, per San Pietro di Acqua Alta.
Il decreto del 1350 e le contese
Un provvedimento del Comune di Orvieto del 1350 disponeva un intervento contro il castello di Acqualta, cinto di mura e chiamato Castel di Fiore, in parallelo a un ordine contro Castel Brandetto. I due luoghi sono distinti. La precedente versione di questa pagina presentava il 13 luglio 1350 come data di un attacco compiuto; il documento citato attesta il provvedimento, mentre la sua esecuzione materiale e l'entità delle distruzioni richiedono prove ulteriori.
Nel 1380 Castel di Fiori compare nel contesto delle contese fra i Montemarte, i Monaldeschi della Vipera e quelli della Cervara. La vecchia ricostruzione ricordava anche gli altri rami dei Monaldeschi, dell'Aquila e del Cane, e distingueva le fazioni cittadine dei Muffati e dei Melcorini. La ricostruzione precedente riferiva poi un passaggio del castello alla famiglia del condottiero Erasmo da Narni, il Gattamelata, e per eredità alla figlia Todeschina, moglie di Antonio Bulgarelli, conte di Marsciano (1429-1483). Indicava i figli Lodovico, Antonio e Ranuccio e attribuiva Castel di Fiori a Lodovico dopo una divisione patrimoniale; in nota avvertiva che una diversa genealogia riportava Alessandro al posto di Antonio. La genealogia di Ferdinando Ughelli e gli atti delle divisioni richiedono quindi una verifica congiunta prima di considerare sicura ogni filiazione e successione.
Per i primi anni del Cinquecento la vecchia pagina riportava, citando Ariodante Fabretti, una lite tra i conti di Marsciano: Ridolfo Orsini, Pier Giovanni e Carlo avrebbero assediato Lodovico a Parrano con cinquecento fanti, sarebbero poi passati da Montegiove verso Castel di Fiori e sarebbero stati respinti presso Parrano da Lodovico, Bernardino e Alessandro con settanta cavalli. Sono numeri e vicende di una narrazione ottocentesca, da leggere nella fonte e non come cronaca verificata da un atto qui trascritto.
Sandro Tiberini descrive una serie di colpi di mano di Ugolino di Montemarte contro le proprietà dei conti di Marsciano a Parrano, Castel di Fiori e Monteleone, seguita da una mediazione davanti ai priori di Perugia il 31 agosto 1385. Il passo documenta un conflitto nell'area, senza precisare un assalto al castello di Castel di Fiori in quella data.
Fonte: S. Tiberini, I conti di Montemarte: vicende e orientamenti politici di una consorteria signorile umbro-orvietana nei secoli XII-XV, p. 195, con rimando all'Archivio di Stato di Perugia, Comune di Perugia, Miscellanea, 41, cc. 36r-37v.
La scheda precedente seguiva la proprietà dei conti di Marsciano fino all'età moderna e ricordava infine la famiglia Marocchi. Riferiva, sulla base della memoria locale, che dopo la Seconda guerra mondiale il patrimonio dell'ultima erede fu lasciato alla Chiesa e poi suddiviso fra privati. La documentazione raccolta nel volume del 2021 aiuta a studiare il periodo 1795-1984; il singolo passaggio ereditario richiede un atto specifico.
Riferimenti: F. Ughelli, Albero et Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano, 1667; A. Fabretti, Biografie dei capitani di ventura dell'Umbria, 1844, citato nella scheda precedente; A. Tabacchioni, tesi di laurea, a.a. 2008/2009; S. Pagliaroni, T. Montagnolo e D. Piselli (a cura di), Castel di Fiori: due secoli nei documenti, 1795-1984, 2021.
Fonti: decreto del Comune di Orvieto del 1350, Archivio del Magistrato, libro del 1350, c. CXXI, riportato da F. Ughelli e tradotto da M. Grazia Nico Ottaviani; D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione, 2018; S. Pagliaroni, T. Montagnolo e D. Piselli (a cura di), Castel di Fiori: due secoli nei documenti, 1795-1984, 2021.
Dal feudo alla comunità moderna
Il registro delle entrate e delle uscite del Governo di Castel di Fiori, conservato nell'archivio parrocchiale, testimonia un'amministrazione distinta da Montegabbione almeno dal 1744 al 1816. La revisione dei conti del 1744 riguarda l'esercizio 1743 del capo priore Francesco di Cintio ed è sottoscritta dal governatore Giovan Domenico di Vittorio. Fra le entrate compaiono macinato, forno del pane venale, osteria, macello, sale e affitti. Il registro segue l'edile Pasquale Pasquini nella Repubblica Romana del 1798-1799 e registra il riassetto del 1816. In un repertorio del 1828 Castel di Fiori è già detto appodiato di Monte Gabbione: la data esatta della cessazione dell'autonomia richiede ulteriori atti.
Fonti: Archivio Parrocchiale di Castel di Fiori, libro dei conti del Governo, 1744-1816, in D. Piselli, «Il Gobbo», n. 55, 11 ottobre 2014; Indice alfabetico di tutti i comuni, appodiati, frazioni, ed annessi dello Stato Pontificio, 1828, citato nello stesso studio.
La raccolta documentaria del 2021 permette di seguire molti aspetti della vita del borgo dal 1795 al 1984. Nel febbraio 1795 il conte Francesco Testa di Marsciano, che si intitola anche barone di Castel di Fiore, intervenne sulle celebrazioni nella chiesa padronale di Sant'Antonio Abate. È un documento sui diritti e sui doveri del patrono di quella chiesa, non un atto di fondazione della parrocchiale di Santa Maria Maddalena.
Al centro della piazza è collocata la statua dell'Arcangelo Michele, eseguita nel 1937 da Michele Perla, come indica l'iscrizione sul basamento. L'opera riprende liberamente l'iconografia del santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo. Le fotografie della pagina documentano anche questo elemento della piazza.
Acqua Alta e gli edifici religiosi
La villa e la chiesa di Santa Maria di Acqua Alta e l'abbazia di San Pietro hanno attestazioni proprie. Non è possibile attribuire automaticamente i ruderi di un edificio alla chiesa medievale soltanto perché si trovano nell'area che assunse il nome di Castel di Fiori. Anche la parrocchiale di Santa Maria Maddalena va descritta sulla base delle sue fonti, senza identificarla per semplice continuità di luogo con Santa Maria di Acqua Alta.
Fotografie del castello e della piazza
Il borgo, il castello e la statua dell'Arcangelo Michele: fotografie conservate dalla pagina originaria.
Fonti e bibliografia
FUMI, Luigi (a cura di), Ephemerides Urbevetanae, per il Castrum Florae del 1345.
UGHELLI, Ferdinando, Albero et Istoria della famiglia de' Conti di Marsciano, Roma, 1667, per la tradizione del decreto del 1350.
PISELLI, Daniele, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei sec. XII-XIV, 2018.
PAGLIARONI, Sofia; MONTAGNOLO, Tania; PISELLI, Daniele (a cura di), Castel di Fiori: due secoli nei documenti, 1795-1984, 2021.
FABRETTI, Ariodante, Biografie dei capitani di ventura dell'Umbria, 1844, per la narrazione dei conflitti familiari.
TIBERINI, Sandro, I conti di Montemarte: vicende e orientamenti politici di una consorteria signorile umbro-orvietana nei secoli XII-XV, p. 195.
BIANCO, Francesca, Il Liber de confinibus di Orvieto (1278), in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, CXIII (2016), pp. 51-54.
PISELLI, Daniele, «Il Gobbo», n. 55, Governo di Castel di Fiori, 2014.
TABACCHIONI, Alice, Ecomuseo: il museo del futuro. Percorso alla scoperta dei castelli e delle torri del Comune di Montegabbione, tesi di laurea, Università degli Studi di Perugia, a.a. 2008/2009, fonte della rielaborazione storica precedente.
Pagine collegate
Chiese, castelli e torri
Torre di Castel di Fiori
Santa Maria Maddalena
Sant'Antonio Abate
Santa Maria e Villa Acqua Alta
Abbazia di San Pietro di Acqua Alta