La Torre di Montegabbione
Introduzione
La Torre di Montegabbione appartiene al sistema fortificato del castello medievale. Fu costruita nel 1380 per volontà di Francesco di Petruccio dei Montemarte, signore di Corbara. Nelle proprie memorie Francesco registra l'acquisto di un orto presso la porta di Monteaiali e la successiva permuta con il Comune di una parte della strada che correva lungo le mura, necessaria per fondarvi «una torre per difesa di quel luoco».
La costruzione si inserisce nelle vicende del 1378, quando Francesco di Montemarte consolidò il proprio controllo su Montegabbione. La sua cronaca ricorda anche un tentativo di ribellione di alcuni abitanti. Sandro Tiberini collega a questo contesto la funzione della nuova fortificazione, destinata alla difesa del castello e, probabilmente, anche al controllo di una signoria ancora recente.
Cronologia essenziale
1271 - Prima attestazione finora nota di Montegabbione come castello, riferita da Ferdinando Ughelli sulla base di un atto medievale oggi non ancora ricondotto a una moderna segnatura. La Torre fu costruita nel 1380; questa attestazione del 1271 riguarda il castello di Montegabbione, non la Torre.
1378 - Montegabbione è ormai nel dominio dei Montemarte; la documentazione del conflitto con Perugia lo include fra i castelli controllati dalla famiglia. La cronaca di Francesco ricorda nello stesso contesto un tentativo di ribellione interna.
1380 - Francesco di Montemarte acquista un orto presso la porta di Monteaiali e permuta con il Comune una parte della strada lungo le mura per costruirvi la Torre «per difesa di quel luoco».
1416 - Montegabbione compare ancora fra i possessi Montemarte nell'asse ereditario del conte Francesco.
1443 - Montegabbione e Monteleone sono coinvolti nell'assedio di Niccolò Piccinino; i castelli tornano successivamente ai Montemarte.
1459 - Un breve di Pio II dispone che risorse già rimesse ai Montemarte siano impiegate nella riparazione delle mura di Montegabbione e Monteleone.
1475 - I rappresentanti di Montegabbione chiedono a Orvieto di destinare entrate fiscali alla riparazione di mura e porte del castello.
1480 - Montegabbione, con Monteleone, Fabro e Salci, viene venduto al Comune di Orvieto da Bartolomeo della Rovere.
1662 - Una veduta del paese mostra la Torre, le porte e parti del circuito murario, offrendo una delle principali testimonianze iconografiche dell'assetto del castello in età moderna.
primo Novecento - Il Quadro Conoscitivo del PRG comunale attribuisce a un restauro dei primi del Novecento l'attuale configurazione della parte sommitale e della merlatura; la pagina mantiene questa indicazione come dato bibliografico, in attesa di documentazione di cantiere.
anni Trenta del Novecento - Le fotografie storiche documentano la Torre inserita nel tessuto urbano e, in una fase non ancora datata con precisione, il suo uso per un trasformatore elettrico.
1930-1939 - Cristina Vannutelli dipinge La Torre di Montegabbione; la documentazione parrocchiale e la presenza dell'artista in paese rendono plausibile una datazione al 1937.
1939 - Il Governatorato di Roma acquista il dipinto di Vannutelli per i Musei Capitolini insieme ad altre due opere dell'artista.
1378 - Il contesto politico: i Montemarte e Montegabbione
La Torre nasce nel momento in cui il controllo dei Montemarte su Montegabbione si sta consolidando. Gli studi più recenti di Sandro Tiberini collocano nei primi mesi del 1378 la presa di Montegabbione da parte di Francesco di Montemarte nel quadro delle lotte che coinvolgevano i signori locali, Orvieto, Perugia e lo Stato della Chiesa.
Nello stesso anno gli accordi di tregua con Perugia comprendono espressamente il castrum Montis Gabbionis fra i centri riconducibili ai Montemarte. Francesco ricorda inoltre un tentativo di ribellione promosso da un Ugolino di Montegabbione, intenzionato a consegnare il luogo ai Perugini e a Berardo di Ripalvella. Il cronista afferma di essere intervenuto personalmente per reprimere il moto.
Tiberini collega a questo quadro la decisione del 1380: la nuova torre, costruita a ridosso delle mura e vicino a una porta del castello, aveva una funzione difensiva evidente e poteva nello stesso tempo costituire un presidio diretto del signore sul punto più delicato del circuito fortificato.
Fonti principali: Sandro Tiberini, I conti di Montemarte: vicende e orientamenti politici di una famiglia signorile umbra nei secoli XII-XV, p. 197; Sandro Tiberini (a cura di), Cronaca di Francesco di Corbara (1347-1400), 2020.
1380 - Il documento sulla costruzione della Torre
Nelle proprie memorie Francesco di Montemarte registra due operazioni collegate: prima l'acquisto di un orto, poi la permuta di una parte della strada comunale lungo le mura. La ragione della seconda operazione è espressa senza ambiguità: costruire una torre per la difesa del castello.
«Item nel 1380 io comparai in Montegabbione un orto da monna Caterina di Nucciarello da Montegabione, habitante nel Piegaio, un orto posto nel detto castello, quale stava presso alla porta di Monteaiali, da ogni lato le vie publiche fra le quali c'era la via quali era intorno alle mura, per prezzo di fiorini nove, apparea la carta per mano di ser Curradino di Francesco da Gualdo.
Item memoria che, volendo fare lì io una torre per difesa di quel luoco, permutai col Commune di Montegabbione parte della via del Commune che gira allato alle mura con parte del detto orto, acciò che alcuna parte della detta torre si potesse fondare sopra la detta via et niente di meno la via remanesse dal lato della torre, fu la terra più spatiosa e larga che prima, et di ciò appare carta per mano di ser Corradino».
Fonte: Francesco di Montemarte, Cronaca, nell'edizione a cura di Sandro Tiberini, pp. 40-41; cfr. Tiberini, I conti di Montemarte, p. 197, nota 112. Il Gobbo n. 101, documentazione sulla costruzione della Torre.
Il testo consente di stabilire direttamente:
- l'anno dell'operazione: 1380;
- il committente: Francesco di Montemarte;
- l'acquisto di un orto da Caterina di Nucciarello di Montegabbione, residente a Piegaro;
- la posizione presso la porta di Monteaiali e accanto alla strada che correva lungo le mura;
- una permuta con il Comune di Montegabbione per poter fondare parte della torre sull'area della strada;
- la finalità dichiarata: «per difesa di quel luoco».
La memoria di Francesco documenta direttamente la costruzione della Torre nel 1380. Non indica la durata dei lavori, l'altezza originaria o l'aspetto esatto della sommità.
La posizione della Torre e la porta di Monteaiali
Il documento localizza la Torre presso la porta di Monteaiali, accanto alla strada pubblica che correva lungo le mura. Tiberini indica questa porta come quella dalla quale si dipartiva la via diretta verso Piegaro.
Nella storiografia locale il nome Monteaiali è stato ricondotto alla porta di Levante e reso anche come Montearale o Montarale. Qui si conserva la forma Monteaiali trasmessa dall'edizione della Cronaca.
Un dettaglio significativo è la permuta con la comunità: Francesco ottenne parte della strada lungo le mura per fondarvi la torre, cedendo in cambio una porzione dell'orto, in modo che la viabilità restasse sul lato della nuova costruzione e risultasse, secondo il cronista, persino più spaziosa di prima.
La Torre nel sistema fortificato di Montegabbione
La Torre non va letta come edificio isolato. Il testo del 1380 la colloca direttamente lungo le mura e presso una porta. Le fonti del Quattrocento mostrano che mura e porte continuarono a essere considerate infrastrutture strategiche del castello.
Nel 1443 Montegabbione fu coinvolto, insieme a Monteleone, nell'assedio condotto da Niccolò Piccinino. Nel 1459 un breve di Pio II confermò privilegi dei Montemarte e collegò la remissione di alcuni sussidi alla riparazione delle mura. Nel 1475 gli uomini di Montegabbione chiesero al Comune di Orvieto che entrate fiscali fossero destinate ancora alla riparazione delle mura e delle porte. Nel 1480 il castello passò definitivamente al Comune di Orvieto.
Questi documenti non descrivono interventi specifici sulla Torre, ma attestano la continuità della funzione difensiva del circuito castellano nel quale essa era inserita.
Architettura e restauri
La Torre presenta un impianto militare, con robusta muratura in pietra, base fortemente scarpata, aperture strette e coronamento merlato. Il Quadro Conoscitivo del Piano Regolatore Generale del Comune di Montegabbione descrive il basamento a tronco di piramide, la pietra viva martellinata e squadrata e le feritoie; lo stesso documento considera non originarie l'attuale altezza della parte sommitale e la merlatura, attribuendole a un restauro dei primi del Novecento.
Questa indicazione viene mantenuta come dato della documentazione urbanistica comunale, ma al momento non è stata individuata, fra i materiali esaminati, la pratica originaria del restauro che ne permetta una datazione più precisa e la descrizione analitica degli interventi.
Le precedenti notizie sulla particolare pozzolana proveniente da Pian di Faiolo e sull'eventuale passaggio segreto sotterraneo non risultano sostenute da documentazione sufficiente e non vengono riprese in questa ricostruzione.
Testimonianze iconografiche e fotografiche
Una veduta attribuita al 1662 mostra Montegabbione prima delle trasformazioni urbane dell'Ottocento e permette di leggere insieme la Torre, le porte, il vecchio campanile, la chiesa e parti del circuito murario. È una testimonianza importante perché documenta la Torre ancora all'interno della struttura complessiva del castello.
Le fotografie tra la fine dell'Ottocento e il Novecento consentono poi di seguire le trasformazioni dell'area. In una delle immagini più antiche oggi note manca il grande muro di contenimento sottostante; alla curva è ancora presente l'edificio circolare demolito negli anni Cinquanta. La stessa fotografia mostra barre metalliche nelle feritoie, un palo e cavi elettrici: elementi collegati all'uso della Torre come sede di un trasformatore per l'alimentazione elettrica del paese. La data precisa di questo allestimento resta da definire.
Una delle prime fotografie note della Torre: sono visibili l'assetto dell'area prima della costruzione del grande muro di contenimento e gli elementi dell'impianto elettrico.
La Torre dipinta da Cristina Vannutelli
La Torre compare anche in un dipinto di Cristina Vannutelli (1867-1951), olio su tela di cm 49,5 × 29, intitolato La Torre di Montegabbione. Nel 1939 il Governatorato di Roma deliberò l'acquisto dell'opera, insieme a Una scalinata ad Accumoli e Porta Sciamia ad Orvieto, per le raccolte capitoline.
La schedatura comunale colloca il dipinto fra il 1930 e il 1939. La documentazione dell'Archivio Storico della Parrocchia di Montegabbione permette di restringere il quadro: nel settembre-ottobre 1937 Cristina Vannutelli lavorò per la chiesa parrocchiale e fu presente a Montegabbione. Per questo, ne Il Gobbo n. 107, è stata proposta per il dipinto della Torre la datazione al 1937. Una testimonianza pubblicata nel 2025 conferma inoltre che l'artista frequentava Montegabbione e la famiglia Vergari già tra la fine degli anni Venti e i primi anni Trenta.
La data 1937 va quindi considerata una proposta fondata sul contesto documentario locale, non una data iscritta sull'opera.
Il Gobbo n. 107 - Cristina Vannutelli, La Torre di Montegabbione
Il Gobbo n. 110 - Cristina Vannutelli e la memoria di Gina Vergari
Trasformazioni successive
Restano da precisare la durata del cantiere trecentesco, le trasformazioni della parte sommitale, la cronologia esatta dei restauri novecenteschi e la data dell'installazione e della rimozione del trasformatore elettrico.
Fonti e bibliografia
FRANCESCO DI MONTEMARTE, Cronaca di Francesco di Corbara (1347-1400). La memoria di una famiglia operante nell'Italia centrale del Trecento, a cura di Sandro Tiberini, presentazione di Mario Ascheri, Canterano (Roma), Aracne Editrice, 2020, in particolare pp. 40-41.
TIBERINI, Sandro, I conti di Montemarte: vicende e orientamenti politici di una famiglia signorile umbra nei secoli XII-XV, in particolare pp. 196-198 e nota 112. Testo online.
TIBERINI, Sandro, I marchesi del Monte, i conti di Marsciano e i conti di Montemarte: le dinamiche politiche nei rapporti con le città (secc. XII-XV), per il passaggio di Montegabbione ai Montemarte nel quadro dei conflitti del 1378.
NICO OTTAVIANI, Maria Grazia, Città e contado: Orvieto, i Montemarte e il castello di Montegabbione (secoli XIII-XV), in Ingenita curiositas. Studi sull'Italia medievale per Giovanni Vitolo, tomo II, pp. 657-674.
FUMI, Luigi, Codice diplomatico della città di Orvieto, Firenze, 1884, per la documentazione quattrocentesca relativa a Montegabbione e alle fortificazioni.
PISELLI, Daniele, Costruzione della Torre, 1380, Francesco di Petruccio, conte di Montemarte, signore di Corbara, in Il Gobbo, n. 101, 9 settembre 2023.
PISELLI, Daniele, Cristina Vannutelli - La Torre di Montegabbione, in Il Gobbo, n. 107, 1 febbraio 2025.
PISELLI, Daniele, Cristina Vannutelli e la memoria di Gina Vergari, in Il Gobbo, n. 110, 28 giugno 2025.
Archivio Parrocchiale di Montegabbione, Busta 21A, Pievania, 1922-1943, fasc. 16, documentazione relativa a Cristina Vannutelli, 1937-1938.
COMUNE DI MONTEGABBIONE, Piano Regolatore Generale - Quadro Conoscitivo, sezione 3.1, Centri storici, p. 33, per la descrizione architettonica della Torre e l'indicazione del restauro novecentesco. Documento online.
Montegabbione tra XII e XIII secolo, per la cronologia documentaria anteriore al dominio dei Montemarte.
Cronologia di Montegabbione, Montegiove e del territorio, per l'inquadramento generale degli eventi richiamati in questa pagina.
Pagina aggiornata il 25/09/2026.
Pagine collegate
Chiese, castelli e torri del comune di Montegabbione
Antica chiesa parrocchiale
Chiesa di San Bartolomeo