Questa pagina raccoglie in ordine cronologico i principali avvenimenti che hanno inciso sulla storia di Montegabbione, Montegiove, Castel de' Fiori e degli altri nuclei del territorio comunale. Gli eventi generali sono richiamati soltanto quando hanno avuto conseguenze riconoscibili o documentabili in ambito locale. La cronologia non vuole quindi essere una storia generale dell'Umbria o dell'Orvietano, ma uno strumento sintetico di orientamento e di accesso agli approfondimenti pubblicati nel sito.
La pagina è in continuo aggiornamento. Le integrazioni sono riservate agli snodi storici di maggiore rilievo e sono accompagnate, quando possibile, da riferimenti documentari e bibliografici. I numeri de Il Gobbo sono richiamati soltanto quando costituiscono un approfondimento diretto della voce; per la raccolta completa si rinvia alla pagina Edizioni.
| Preistoria e protostoria | |
| Fine età del Bronzo- inizi età del Ferro |
Il castelliere del Piazzone. Nel territorio è stato riconosciuto un recinto fortificato d'altura, costruito in pietrame a secco e interpretabile come castelliere. La struttura costituisce una delle principali testimonianze protostoriche locali; la sua precisa cronologia e le fasi di utilizzazione richiedono tuttavia ulteriori indagini. Approfondimento: Il Gobbo n. 112 - Il castelliere del Piazzone. |
| Tarda antichità e Medioevo | |
| V-VI secolo |
La necropoli di Poggio della Croce. Paolo Bruschetti ha proposto per la necropoli una datazione compresa tra il V e il VI secolo, nel quadro delle guerre gotico-bizantine e prima dell'arrivo dei Longobardi. La scoperta costituisce una delle principali testimonianze archeologiche per la storia altomedievale del territorio. Questa datazione invita a usare con cautela la tradizionale definizione locale di "tombe longobarde". Approfondimento: relazione di Paolo Bruschetti. |
| XI secolo |
Le origini del castello di Montegabbione. In via ipotetica, la formazione del borgo fortificato viene collocata in questo secolo. L'insediamento avrebbe assunto una funzione difensiva in un'area posta tra differenti sfere territoriali e politiche. Approfondimento: Il Gobbo n. 3 - Ipotesi sulla costruzione del castello di Montegabbione. |
| 1139 |
Prima attestazione nota dell'abbazia di San Pietro di Acqua Alta. Un breve recordationis documenta il monastero, il suo abate e gli abitanti della valle soggetti alla sua giurisdizione. La fonte mostra l'esistenza di una realtà religiosa, patrimoniale e comunitaria già organizzata nel territorio. Approfondimento: Comunità laica e religiosa di Montegabbione. |
| 1271-1292 |
La formazione del castrum e del piviere di Montegabbione. Il castello è documentato almeno dal 1271. Intorno al 1274, o comunque prima del 1289, fu fondata la chiesa castellana; il 18 settembre 1275 il vescovo di Orvieto Aldobrandino Cavalcanti celebrò i sacramenti a Montegabbione, attestandone l'appartenenza alla diocesi orvietana. Nel Liber de confinibus del 1278 Montegabbione non risulta ancora titolare di un proprio piviere, ma ricade nella circoscrizione di Carnaiola. Il 24 ottobre 1289 i sindaci e procuratori della comunità assunsero direttamente gli obblighi relativi alle decime. Nel catasto orvietano del 1292 compare infine il castrum Montis Guabionis come centro di un piviere autonomo; lo stesso catasto comprende la descrizione dei beni degli abitanti del castello. Approfondimenti: Comunità laica e religiosa di Montegabbione; Il Liber de confinibus di Orvieto (1278); Il Gobbo n. 109 - Proposta di studio sul toponimo Montegabbione. |
| 1278-1297 |
Montegiove, il suo piviere e la Scarzuola. Il Liber de confinibus del 1278 documenta il piviere di Montegiove e il suo ambito territoriale. Gli atti del 1282 attestano il castello già esistente e la fondazione dell'oratorio della Scarzuola; le Rationes Decimarum registrano la chiesa, il clero locale e San Pietro di Acqua Alta. Nel 1297 la parrocchiale è ricordata con il titolo dei Santi Lorenzo e Gervasio. Approfondimenti: Montegiove tra XII e XIII secolo; Rationes Decimarum Italiae; Il Liber de confinibus di Orvieto (1278). |
| 1339 |
Montegabbione come presidio militare del contado orvietano. Secondo la ricostruzione genealogica di Ferdinando Ughelli, il Comune di Orvieto affidò a Nerio di Nardo dei Bulgarelli, appartenente alla famiglia dei conti di Marsciano, la custodia dei castelli di Montegabbione e Monteleone con cinquanta soldati. La notizia evidenzia il rilievo strategico attribuito ai due centri, ma deriva da una testimonianza storiografica successiva e richiede ancora un confronto con la documentazione originaria. |
| 1350 |
L'offensiva orvietana contro Castel Brandetto, Castel di Fiori e Acqua Alta. Nel luglio 1350 il Comune di Orvieto mosse contro i castelli legati ai conti di Marsciano. Castel Brandetto e il centro fortificato sorto presso Acqua Alta, identificato con Castel di Fiori, furono colpiti e distrutti; l'azione coinvolse anche l'abbazia di San Pietro di Acqua Alta. Approfondimenti: Il Gobbo n. 5 - Castel di Fiori... no Brandetto, parte I; Il Gobbo n. 8 - Castel di Fiori... no Brandetto, parte II. |
| Seconda metà XIV secolo |
L'affermazione dei conti di Montemarte. Nel corso della seconda metà del Trecento Montegabbione e Monteleone passarono dalla diretta sfera orvietana al controllo dei conti di Montemarte. La data e le modalità precise del trasferimento non sono completamente definite; la storiografia lo colloca probabilmente negli anni Settanta del secolo. La documentazione successiva mostra comunque con certezza una stabile autorità della famiglia sui castelli. |
| 1378-1392 |
La comunità di Montegabbione e il dominio dei Montemarte. Nel 1378 papa Gregorio XI, riconoscendo la fedeltà dei Montegabbionesi e dei Monteleonesi, li esortò a prestare obbedienza a Francesco di Montemarte, conte di Corbara. Probabilmente allo stesso periodo appartiene una lettera con cui i massari e il consiglio del castello confermavano ai Signori Sette di Orvieto la propria fedeltà alla città, alla Chiesa romana e al conte Francesco. Nel 1392 il notaio orvietano Francesco di Simone di Cecco, residente e attivo tra Montegabbione e Monteleone, si qualificava come vicario dei Montemarte. I documenti mostrano una comunità dotata di propri organi, ma contemporaneamente inserita nel contado orvietano, soggetta alla Chiesa e sottoposta alla signoria della famiglia. |
| 1380 |
La documentazione sull'edificazione della torre di Montegabbione. Francesco di Petruccio dei Montemarte, conte di Montemarte e signore di Corbara, acquistò un orto presso la porta di Montearale e permutò con il Comune una parte della strada lungo le mura, allo scopo di fondarvi una torre per la difesa del castello. La memoria consente di collocare con precisione il progetto e le operazioni preliminari alla costruzione dell'attuale torre. Approfondimento: Il Gobbo n. 101 - Costruzione della torre, 1380. |
| 1382 |
La distruzione definitiva di San Pietro di Acqua Alta e Castel di Fiori. Secondo la cronaca di Cipriano Manente, nel corso delle lotte fra le fazioni orvietane furono nuovamente incendiati la badia di San Pietro di Acqua Alta e Castel di Fiori. L'episodio segnò il definitivo declino del principale centro monastico medievale del territorio. Approfondimento: Comunità laica e religiosa di Montegabbione. |
| 1443 |
L'assedio di Niccolò Piccinino e la restituzione ai Montemarte. Tra maggio e giugno il condottiero Niccolò Piccinino assediò Montegabbione e Monteleone, difesi da Ugolino di Montemarte, dal figlio Nicolò e da Andrea Corsi. Di fronte alla superiorità delle forze avversarie, i difensori furono costretti alla resa e la famiglia perse temporaneamente i due castelli. Il 6 settembre furono sottoscritti nel palazzo apostolico di Orvieto alcuni capitoli che restituirono i castelli ai Montemarte. In cambio, la famiglia riconobbe la propria fedeltà e obbedienza al papa e alla Chiesa romana e si obbligò al pagamento di un censo alla Camera apostolica. |
| 1452-1459 |
Le investiture pontificie e il mantenimento delle fortificazioni. Nel 1452 papa Niccolò V confermò ai Montemarte le precedenti investiture e vi comprese espressamente anche Montegabbione, insieme a Fabro e Salci, con case, terre, pascoli, vigne, selve, mulini e diritti giurisdizionali. Nel 1459 un breve di Pio II confermò nuovamente il possesso di Montegabbione e Monteleone e riconobbe ai Montemarte l'esenzione da alcuni sussidi dovuti alla Camera apostolica, destinando le risorse al restauro delle mura. La documentazione mostra sia il valore strategico delle fortificazioni sia il crescente intervento del papato nell'ordinamento territoriale. |
| 1463-1475 |
Montegabbione come presidio e centro di attrazione. Nel 1463 la documentazione orvietana ricorda Carnaiola come un centro ormai diroccato e fortemente spopolato; parte dei suoi antichi abitanti si era trasferita a Montegabbione e Monteleone. Il castello appare quindi non soltanto come presidio difensivo settentrionale del contado, ma anche come polo di attrazione per le popolazioni dei centri vicini in declino. Il 19 aprile 1475 i rappresentanti di Montegabbione chiesero al Comune di Orvieto che il gettito fiscale di due anni fosse destinato alla riparazione delle mura e delle porte. Nella richiesta il paese è definito castrum membrum del territorio orvietano, espressione che ne sottolinea insieme la soggezione alla città e l'importanza strategica. |
| 1478-1480 |
Il passaggio di Montegabbione al diretto possesso di Orvieto. Con l'estinzione del ramo maschile di Ugolino di Montemarte, papa Sisto IV concesse nel 1478 i possedimenti della famiglia al nipote Bartolomeo della Rovere. Il 6 agosto 1480 Bartolomeo della Rovere vendette al Comune di Orvieto i castelli di Montegabbione, Monteleone, Fabro e Salci. La consegna del possesso fu celebrata solennemente proprio a Montegabbione, dentro e fuori la porta del castello, alla presenza dei Conservatori della pace, del cancelliere orvietano e di numerosi testimoni. Il procuratore del Comune ricevette il castello con i suoi diritti, pertinenze, abitazioni, privilegi e giurisdizioni. |
| 1485 |
Lo Statuto e l'organizzazione della comunità. Il frammento statutario datato 1485 presenta il podestà come massima autorità della comunità di Montegabbione, del suo piviere e della sua tenuta. Il testo testimonia l'esistenza di un ordinamento comunitario strutturato, dotato di proprie magistrature e di una circoscrizione territoriale definita. L'assenza di riferimenti a una signoria familiare appare coerente con il passaggio del castello al Comune di Orvieto avvenuto nel 1480. Montegabbione conservava una propria organizzazione locale, ormai inserita nel sistema politico e territoriale orvietano. Riferimento: Statuto di Montegabbione, a cura di Marilena Rossi Caponeri, con un saggio di M. Grazia Nico Ottaviani, Montegabbione-Perugia, 2012. |
| 1497 |
La definitiva fine dei diritti signorili dei Montemarte. Dopo la vendita del 1480, Manfilia di Montemarte, erede della famiglia, e il marito Bandino Bandini tentarono di recuperare i castelli già appartenuti alla casata, ricorrendo sia alla via giudiziaria sia alla pressione militare. L'11 luglio fu concluso un accordo di pace tra la città di Orvieto e la contessa Manfilia. Il capitolato riconobbe definitivamente i diritti acquisiti dal Comune di Orvieto su Montegabbione e sugli altri castelli contesi, facendo però salve le giurisdizioni, le prerogative e le immunità già possedute dalle comunità di Montegabbione e Monteleone. L'accordo segnò la definitiva uscita dei Montemarte dalla storia politica del castello. |
| Fine XV secolo-1573 |
Il santuario della Madonna delle Grazie. La tradizione colloca la sua origine alla fine del Quattrocento. Nel 1573 il santuario è documentato come luogo di culto attivo, dotato di cappellano e sottoposto al patronato della Comunità di Montegabbione: una presenza religiosa destinata a conservare un ruolo centrale nella devozione locale. Approfondimento: Il Santuario della Madonna delle Grazie. |
| Età moderna | |
| 1626 |
Il più antico catasto di Montegabbione oggi noto. Il catasto del 15 giugno 1626 descrive il patrimonio immobiliare della comunità e documenta la suddivisione del centro storico nei quattro rioni di Santa Maria, San Bartolomeo, Levante e Ponente. Costituisce una fonte fondamentale per ricostruire l'assetto urbano e fondiario del paese in età moderna. Approfondimento: Il Gobbo n. 70 - I rioni di Montegabbione nel 1626. |
| 1662 |
Una veduta seicentesca di Montegabbione. Una rappresentazione attribuita al 1662 mostra il paese prima delle profonde trasformazioni urbanistiche ottocentesche, con le porte, la torre, il vecchio campanile, la chiesa e il sistema delle mura. È una delle principali testimonianze iconografiche dell'assetto storico del castello. Approfondimento: Il Gobbo express n. 1 - Montegabbione 1662. |
| XVIII secolo |
Il governo locale di Castel di Fiori. La documentazione contabile settecentesca attesta l'esistenza di una comunità dotata di propri organi e di una gestione amministrativa distinta. Castel di Fiori, prima podesteria e successivamente appodiato a Montegabbione, conservò forme di autonomia locale pur rimanendo inserito nelle superiori giurisdizioni territoriali. Approfondimento: Il Gobbo n. 55 - Il governo di Castel di Fiori. |
| 1798-1799 |
La Prima Repubblica romana. La fine temporanea del governo pontificio e la costituzione della Repubblica romana produssero un nuovo ordinamento politico e amministrativo anche nel territorio di Montegabbione. Approfondimento: Il Gobbo n. 50 - Prima Repubblica romana 1798-1799. |
| 1809-1814 |
Montegabbione nell'Impero francese. Con l'annessione dello Stato Pontificio all'Impero napoleonico, Montegabbione fu compreso nel Dipartimento del Trasimeno e nel Cantone di Città della Pieve. Approfondimento: Il Gobbo n. 38 - Montegabbione francese. |
| 1816-1831 |
La Restaurazione e la fine delle giurisdizioni feudali. Nel 1816 Montegabbione tornò a far parte dello Stato Pontificio. Il Comune di Orvieto rinunciò alla propria giurisdizione su Montegabbione il 12 novembre 1816; tra il 1817 e il 1818 furono formalizzate anche le rinunce relative a Montegiove. Montegabbione appartenne inizialmente alla Delegazione di Viterbo e, dal 1831, alla nuova Delegazione di Orvieto. Approfondimenti: Il Gobbo n. 59 - 1818, fine dei diritti feudali; Proposta di studio sulla Comunità di Monte Giove. |
| Dall'Unità d'Italia all'età contemporanea | |
| 1860 |
La fine del governo pontificio e l'annessione al nuovo Stato italiano. Le trasformazioni politiche del 1860 coinvolsero anche Montegabbione e inserirono il territorio nel processo di unificazione nazionale. Approfondimento: Il Gobbo n. 23 - Italia. |
| 27 giugno 1869- 1 gennaio 1870 |
La soppressione del Comune di Montegiove. Il Regio Decreto n. 5170 del 27 giugno 1869 soppresse il Comune di Montegiove e ne dispose l'aggregazione a Montegabbione con effetto dal 1 gennaio 1870. Fu una delle principali trasformazioni amministrative del territorio nell'Ottocento. Approfondimenti: Il Gobbo n. 16 - Soppressione del Comune di Montegiove; Comune di Montegiove dall'Unità d'Italia alla soppressione. |
| 1872-1876 |
La costruzione della nuova chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. L'impresa fu promossa dopo la visita pastorale del vescovo Antonio Briganti nel 1872. La prima pietra fu posta il 29 giugno 1873 e la nuova chiesa fu inaugurata il 1 ottobre 1876, trasformando profondamente il centro religioso e l'assetto urbano del paese. La sistemazione economica della fabbrica proseguì fino al 1908. Approfondimenti: La vecchia chiesa di Santa Maria Assunta; La nuova chiesa parrocchiale di Montegabbione, 1872-1908; Il Gobbo n. 111 - Una foto inedita della chiesa appena costruita. |
| 1915-1918 |
La Prima guerra mondiale. La mobilitazione coinvolse numerosi uomini del territorio e provocò un elevato numero di caduti. Nel primo dopoguerra la comunità organizzò luoghi e forme pubbliche di commemorazione, fra cui il Parco della Rimembranza. Approfondimenti: I Richiamati; Il Gobbo n. 104 - Il Parco della Rimembranza. |
| 1920-1923 |
Dall'amministrazione socialista al controllo fascista del Comune. La conflittualità politica del primo dopoguerra culminò il 28 ottobre 1922 nell'occupazione degli uffici comunali da parte del Fascio locale, nella cessazione dell'amministrazione guidata dal sindaco Eraclio Zeroli e nella nomina di un commissario prefettizio. Le elezioni del gennaio 1923 consolidarono il nuovo assetto politico locale. Approfondimenti: Il Gobbo n. 63 - Montegabbione divenne fascista; Montegabbione divenne fascista - Dal Biennio rosso al 1923. |
| 1943-1945 |
La Seconda guerra mondiale, il passaggio del fronte e la Liberazione. Dopo l'armistizio del settembre 1943 Montegabbione rimase compreso nella Repubblica Sociale Italiana fino al giugno 1944. Il 16 giugno il territorio fu investito dai combattimenti tra le forze tedesche e le unità britanniche in avanzata; durante la notte i reparti tedeschi ripiegarono e, la mattina seguente, le truppe britanniche occuparono il paese, completandone la liberazione. Le ricerche locali documentano inoltre la partecipazione di cittadini di Montegabbione alla Resistenza e alla guerra di Liberazione. Approfondimenti: Il Gobbo n. 78 - Partito Fascista Repubblicano; Il Gobbo n. 71 - Il fronte a Montegabbione: i tedeschi; Il Gobbo n. 91 - I caduti inglesi nella battaglia di Montegabbione; Il Gobbo n. 60 - Brigata SI.MAR., Distaccamento di Montegabbione; La guerra di Liberazione e Montegabbione. |
Studi e repertori di supporto. Alcune pubblicazioni sono fondamentali per la ricerca, ma non corrispondono di per sé a un singolo evento da inserire nella cronologia.
Per la storia medievale del castello e dei suoi rapporti con Orvieto e i Montemarte: M. Grazia Nico Ottaviani, Città e contado: Orvieto, i Montemarte e il castello di Montegabbione (secoli XIII-XV), in Ingenita curiositas. Studi sull'Italia medievale per Giovanni Vitolo, tomo secondo, pp. 657-674.
Per l'ordinamento della comunità: Statuto di Montegabbione, a cura di Marilena Rossi Caponeri, con un saggio di M. Grazia Nico Ottaviani, Montegabbione-Perugia, 2012.
Per i riferimenti quattrocenteschi alla Fabbrica del Duomo di Orvieto: Il Gobbo n. 57 - Il Duomo di Orvieto, Montegabbione e Montegiove.
Per le testimonianze archeologiche: Antonio Minto, Di una leggiadra figurina di bronzo (1919).
Per la documentazione di Montegiove: L'Archivio storico della Parrocchia di Montegiove.