Chiesa di San Bartolomeo di Montegabbione
Introduzione
La chiesa di San Bartolomeo è documentata a Montegabbione fra il XVI e il XVII secolo. La prima attestazione finora individuata è nella visita vescovile del 1573, quando viene definita ecclesia simplex Sancti Bartholomei e risulta retta da don Clemente Ruero. Nella stessa visita Vespasiano Marabottini dichiara che la chiesa era stata concessa da Giovanni Gallo ai Marabottini in tertiam generationem e che la famiglia versava al rettore un censo annuo di sei scudi.
Il catasto comunale del 1626 documenta un rione di San Bartolomeo all'interno del castello. Nel 1640 un atto della Reverenda Fabbrica di San Pietro registra una controversia nella quale compaiono don Girolamo Patriarca, rettore dell'Oratorio di San Bartolomeo del Castello di Montegabbione, e Felice Marabottini. La causa riguarda beni stabili, immissione nel possesso e percezione dei frutti.
Le visite del 1647 collocano la chiesa entro le mura del castello, non lontano dalla parrocchiale, e ne descrivono le cattive condizioni. La chiave e la cura della chiesa risultano allora presso i signori Ardiccioni. Nel 1677 la visita di Bernardino Rocci la situa espressamente nella piazza del castello e ricorda l'esistenza di un beneficio. Il catasto del 1678 registra numerosi terreni appartenenti alla chiesa. Nel 1687 il beneficio di San Bartolomeo rende dodici scudi annui, con l'onere di dodici messe, e ha come rettore don Riccardo Pontano.
Nel 2016 è stata proposta l'identificazione della chiesa in una fotografia della piazza degli anni Trenta: l'edificio indicato come San Bartolomeo appare già trasformato in abitazione privata. Una fotografia successiva, scattata durante la costruzione del palazzo destinato alla banca, mostra l'area dopo la demolizione dell'edificio e del pozzo della piazza.
Criteri di trascrizione. - Nei testi latini si conserva la grafia delle fonti disponibili, sciogliendo le abbreviazioni quando la lettura è sicura. Le lacune e le letture ancora incerte sono indicate tra parentesi quadre. Le traduzioni sono di servizio e mantengono il lessico giuridico ed ecclesiastico del testo.
Nota generale sulle fonti. - La ricerca utilizza visite pastorali dell'Archivio Vescovile di Orvieto, catasti dell'Archivio Comunale di Montegabbione, un atto della Reverenda Fabbrica di San Pietro del 1640 conservato in riproduzione fotografica, la documentazione fotografica pubblicata ne Il Gobbo n. 72 e il censimento dei frammenti lapidei presenti nell'area dell'ex chiesa.
Elenco cronologico della documentazione:
1573 - Visita vescovile di Alfonso Binarino: chiesa semplice di San Bartolomeo; rettore Clemente Ruero; Vespasiano Marabottini dichiara una concessione familiare in tertiam generationem.
1626 - Catasto di Montegabbione: attestazione del rione di San Bartolomeo.
1640 - Atto della Reverenda Fabbrica di San Pietro: Girolamo Patriarca, rettore dell'Oratorio di San Bartolomeo, e Felice Marabottini in una controversia relativa a beni, possesso e frutti.
1647 - Prima visita di Fausto Poli: chiesa entro le mura, non lontana dalla parrocchiale; chiave e cura presso gli Ardiccioni.
1647 - Seconda visita: ordini per altare, pietra sacra, baldacchino, pareti, finestra e croce esterna.
1677 - Visita di Bernardino Rocci: chiesa nella piazza; tetto danneggiato; beneficio esistente; rettore da individuare.
1678 - Catasto di Montegabbione: elenco dei terreni appartenenti alla chiesa di San Bartolomeo.
1687 - Visita di Savio Millini: chiesa in pessime condizioni; beneficio di dodici scudi; rettore Riccardo Pontano.
anni Trenta del Novecento - Fotografia della piazza: l'edificio proposto come San Bartolomeo risulta già trasformato in abitazione privata.
secondo Novecento - Fotografia del cantiere del palazzo della banca: la chiesa e il pozzo della piazza risultano già demoliti.
1573 - Visita vescovile di Alfonso Binarino
Deinde visitavit ecclesiam simplicem Sancti Bartholomei cuius rector est dominus Clemens Ruerus
et invenit altare spoliatum ad omnibus requisitis et super illud erant stercora pullorum,
gallinaceorum, iussit autem hostium quod est a dextera altaris claudi facere infra terminum unius
mensis sub pena ammissionis fructuum unius annis locis piis arbitrio Reverendissimi
applicandorum, et Reverendissimi domini ordinarii, audivit autem ibi et etiam a multis et precipuis
a domino Vespasiano Marabottino quod ipsa ecclesia data fuit per dominum Iohannem Gallum ut
aiunt domini de Marabottinis in tertiam generationem et ispi solvunt per singolos annos prefato
rectori scuta sex.
Actum ut supra presentibus quibus supra et iussit domino Vespasiano presenti quatenus defernt
coram Reverendissimo domino visitatori suas iurisditiones ac iussit fieri scalonem ante portam
ecclesie ne pluvie intrent in dictam ecclesiam ac laterari facere ecclesiam predictam infra duos
menses sub pena supradicta applicandorum ut supra. Presentibus quibus supra.
Traduzione italiana:
Poi visitò la chiesa semplice di San Bartolomeo, il cui rettore è don Clemente Ruero; trovò l'altare privo di quanto necessario e coperto di sterco di polli e gallinacei. Ordinò che la porta a destra dell'altare fosse chiusa entro un mese. Fu inoltre informato, principalmente da Vespasiano Marabottini, che la chiesa era stata concessa da Giovanni Gallo ai Marabottini in terza generazione e che essi pagavano al rettore sei scudi ogni anno. Ordinò a Vespasiano Marabottini di presentare al visitatore le proprie giurisdizioni e dispose la costruzione di uno scalone davanti alla porta e la sistemazione del pavimento della chiesa.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Alfonso Binarino, c. 57. Trascrizione e traduzione già pubblicate in Il Gobbo, n. 72, 24 dicembre 2016.
La visita collega direttamente la famiglia Marabottini alla chiesa: Vespasiano dichiara una concessione di Giovanni Gallo in tertiam generationem, con censo annuo di sei scudi al rettore, e il visitatore gli ordina di presentare le proprie iurisdictiones. La formula indica una concessione di durata generazionale; l'atto originario di Giovanni Gallo non è noto.
1626 - Catasto di Montegabbione e rione di San Bartolomeo
Heredi de Paulpietro hanno una casa nel rione de S.to Bartholomeo confina co i beni de donna Sabbatina de Barbaro, i beni de Britio de Domenico et co strada a due lati.
Il catasto del 15 giugno 1626 divide il centro di Montegabbione nei rioni di Santa Maria, San Bartolomeo, Levante e Ponente. La denominazione del rione conferma il rapporto tra la chiesa e l'organizzazione dello spazio interno al castello.
Fonte: Archivio Comunale di Montegabbione, Catasto 1626 con aggiunte fino al 1788, c. 24. Cfr. Il Gobbo, n. 70, I rioni di Montegabbione, 6 agosto 2016.
1640 - Reverenda Fabbrica di San Pietro
Atto relativo a una causa trattata nella città e diocesi di Orvieto.
Trascrizione di lavoro - passi leggibili
Le lacune indicate con [...] corrispondono a parti non lette con sufficiente sicurezza nella riproduzione fotografica.
NOVERITIS siquidem [in praesenti] coram Doctore Hieronimo [...] eius Fabricae in Civitate et Dioecesi Urbevetana Commissario, deque [meritis causae] inter [...] dictae Fabricae eiusque procuratorem fiscalem ac R. D. Hieronimum Patriarcham Rectorem dicti Oratorii Sancti Bartholomaei Castri Montis Gabbionis eius Fabricae debitorem ex uno, et R. P. Felicem Marabottinum [...] de et super [...] bonis stabilibus [...] immissione in illos, possessione atque fructuum perceptione, rebusque aliis in eodem processu expressis [...].
[...] suam tulit in scriptis sententiam diffinitivam [...] contra Dominum Felicem [...] [accordando] executivam possessionem eorundem bonorum ad ipsam Fabricam, cumque fructibus in eisdem bonis existentibus penes tertiam idoneam personam deponendis, mandandoque de immittendo in possessionem eorundem bonorum procuratorem fiscalem ipsius Fabricae [...].
Traduzione italiana di servizio:
La causa coinvolge il procuratore fiscale della Reverenda Fabbrica di San Pietro, don Girolamo Patriarca, rettore dell'Oratorio di San Bartolomeo del Castello di Montegabbione e debitore della Fabbrica, e Felice Marabottini. Il procedimento riguarda beni immobili, immissione nel possesso e percezione dei frutti. La sentenza dispone il possesso esecutivo dei beni a favore della Fabbrica, il deposito dei frutti presso una terza persona idonea e l'immissione nel possesso del procuratore fiscale. Felice Marabottini impugna il provvedimento con appello, reclamo e deduzione di nullità.
Fonte: pergamena della Reverenda Fabbrica di San Pietro, 1640, riproduzione fotografica. Sul verso è presente una relata datata Adì 6 di luglio 1640.
Il documento attesta nel 1640 l'Oratorium Sancti Bartholomaei Castri Montis Gabbionis, il rettore Girolamo Patriarca e una controversia patrimoniale nella quale compare Felice Marabottini.
1647 - Visita vescovile di Fausto Poli, prima visita
Inde visitavi Ecclesiam Sancti Bartholomei que extat intra menia dicti Castri, non multum
distantem ab Ecclesia Parochiali in qua fuit mandatum mensam altaris equari et lapidem sacratum
elevari, firmari, baldachinum renovari, vel in partibus scissis resarciri; parietes ipsius Ecclesie in
partibus interioribus Ecclesie dealbari; similiter et picturas; fenestram supra portam telario
muniri; de quibus nihil insuper mandatum fuit apponi extra Ecclesiam supra ianuam maiorem
signum Sancte Crucis, ad hoc ut distinguatur Ecclesia a domestica habitatione, quod est faciendum.
Nunc tamen eadem Ecclesia maioribus laborat incommodis, quia per tectum undequaque
disiunctum ordine libere demittitur aqua, et a me repertus ipse lapis sacratus, et altare inter
humiditatem et acquam sine mappis et ceteris necessariis; que omnia uti per Plebanum accepi sunt
providenda a Dominis Ardiccioniis apud quos stat clavis, et cura Ecclesie.
Traduzione italiana:
Visitai la Chiesa di San Bartolomeo, situata entro le mura del castello e non molto lontana dalla chiesa parrocchiale. Erano stati ordinati interventi all'altare, alla pietra sacra, al baldacchino, alle pareti e alla finestra sopra la porta; all'esterno doveva inoltre essere collocato il segno della Croce per distinguere la chiesa da un'abitazione privata. Il tetto lasciava entrare acqua e l'altare era nell'umidità, privo degli arredi necessari. Secondo quanto riferito dal pievano, gli interventi spettavano ai signori Ardiccioni, presso i quali si trovavano la chiave e la cura della chiesa.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, prima visita pastorale di Fausto Poli, 1647, cc. 11-12.
1647 - Visita vescovile di Fausto Poli, seconda visita
Eadem die 26 aprilis.
Visitata fuit per eundem Reverendissimum Vicarium Generalem Ecclesia Sancti Bartholomei
cuiusdam Castri Montis Gabbioni, in cuius altare mandavit mensam lateritiam que in superficie est
inequalis ad equalitatem reduci et lapidem sacratum calce, seu giseto firmari, et baldachinum supra
altarem in pluribus partibus scissum renovari parietesque ipsius Ecclesie a parte interiori calce
cooperiri, ac dealbari, ita et talibus, quod immagines in eo picte in extremitate Ecclesie prorsus
indecore amplius non appareant; fenestram supra portam telario muniri cum suo integumento. Et
quia extra ipsam Ecclesiam nullum signum extat quod sit ecclesia immo potius apparet illa esse
domum privatam ideo mandavit in culmine ipsius a parte exteriori saltem Crucem apponi ad
demonstrandum quod sit Ecclesia.
Traduzione italiana:
Il 26 aprile fu visitata la Chiesa di San Bartolomeo del Castello di Montegabbione. Fu ordinato di rendere piana la mensa in laterizio dell'altare, fissare la pietra sacra con calce o gesso, rinnovare il baldacchino, intonacare e imbiancare le pareti interne, sistemare la finestra sopra la porta e collocare all'esterno almeno una Croce, poiché l'edificio appariva più simile a una casa privata che a una chiesa.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, seconda visita pastorale di Fausto Poli, 1647, carte non numerate.
1677 - Visita vescovile di Bernardino Rocci
Vidit Ecclesiam Sancti Bartholomei in Platea dicti Castri cuius tecta non mediocri quantitate diruta
sunt, et ianua claudi non potest; dicitur in ea existere beneficium. Eminentissimus mandavit
diligentiam adhiberi ad inquirendum quisnam ipsius beneficii rector sit, ad effectum illi iniungendi
necessariam reparationem.
Traduzione italiana:
Vide la Chiesa di San Bartolomeo nella piazza del castello. Il tetto era in parte consistente distrutto e la porta non poteva essere chiusa. Si diceva che vi esistesse un beneficio. Fu ordinato di accertare chi ne fosse il rettore per imporgli le necessarie riparazioni.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Bernardino Rocci, c. 97.
1678 - Catasto di Montegabbione: beni della Chiesa di San Bartolomeo
Un pezzo di terra in contrada Il Piano delle Chiane, confina con li beni del S. Ill.mo Marchese Marabottini, i beni dell'Abadia, la strada e Le Chiane.
Un pezzo di terra in contrada Il Campo dello Spino, confina con li beni dell'Abadia dell'Eremo in tutti i lati.
Un pezzo di terra lavorabile in contrada Faiolo, confina con li beni dell'Ill.mo Sig.e Marchese Marabottini et la strada del Comune [...].
Un pezzo di terra lavorabile in contrada La Fonte Cupa, confina la strada a quattro lati.
Un pezzo di terra lavorabile in detta contrada, confina con li beni di S. Maria, Le Case di Faiolo, i beni dell'Ill.mo Sig.e Marchese Marabottini e la strada.
Un pezzo di terra in detta contrada, confina con li beni di Barbaro e [...] e la strada a due lati.
Un pezzo di terra lavorabile in contrada Il Piano di Faiolello, confina con li beni di [...] a due lati e la strada.
Un pezzo di terra in contrada Rapondolaia, confina con li beni di S. Antonino et altri confinanti.
Un pezzo di terra lavorabile in contrada Il Piano di Faiolo, confina con li beni di S. Maria a due lati, et la strada da Capo et altri confini.
Un pezzo di terra lavorabile in contrada Spillonchia, confina con li beni dell'Abadia dell'Eremo, et la strada da Capo, et altri confini.
Un pezzo di terra lavorabile in contrada Il Campo di Brancale, confina con li beni del Ill.mo Sig. Marchese Marabottini e la strada da altri lati.
Un pezzo di terra in contrada Il Piano della Noce, confina con li beni dell'Ill.mo Sig. Marchese Marabottini e la strada da l'altri lati.
Un pezzo di terra in contrada Il Campo della Falce, confina con li beni di S. Maria, i beni dell'Ill.mo Sig. Marchese Marabottini, et la strada.
Fonte: Archivio Comunale di Montegabbione, Catasto 1678. L'Abadia dell'Eremo è l'abbazia dell'Eremo di Montarale; S. Maria è la chiesa parrocchiale di Montegabbione; S. Antonino è la chiesa montegabbionese demolita nel 1843.
1687 - Visita vescovile di Savio Millini
Ecclesia Sancti Bartholomei.
In statu pessimo.
Altare unicum.
Beneficium sub eodem titulo Sancti Bartholomei redditus scutorum duodecim cum onere duodecim missarum annuarum, cuius Rector est Reverendus Riccardus Pontanus.
Decreta facta in visitatione.
In dicta Ecclesia reedificari, et reaptari ubi opus est.
Traduzione italiana:
Chiesa di San Bartolomeo. In pessime condizioni. Altare unico. Beneficio sotto lo stesso titolo di San Bartolomeo, con reddito di dodici scudi e l'onere di dodici messe annue; rettore è il reverendo Riccardo Pontano. Fu ordinato di ricostruire e riparare la chiesa dove necessario.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Savio Millini, 1687, cc. 56-57.
Ubicazione, trasformazione e scomparsa
Le visite del 1647 collocano San Bartolomeo intra menia dicti Castri, non lontano dalla chiesa parrocchiale. La visita del 1677 precisa in Platea dicti Castri. Il catasto del 1626 documenta inoltre un rione di San Bartolomeo all'interno del centro fortificato.
Una fotografia della piazza degli anni Trenta mostra, nella posizione indicata dalle fonti, un piccolo edificio già trasformato in abitazione privata. Nel 2016 l'edificio è stato proposto come identificazione della chiesa di San Bartolomeo. La proposta si basa sul confronto tra le fonti topografiche e le fotografie storiche.
Una fotografia successiva, scattata durante una fase di costruzione del palazzo destinato alla banca, mostra l'area dopo la demolizione dell'edificio e del pozzo della piazza. La demolizione della chiesa è quindi anteriore a quella fotografia.
Ricostruzione di Athos Iaconi della piazza di Montegabbione negli anni Trenta, pubblicata ne Il Gobbo n. 72.
Il Gobbo n. 72 - La chiesa scomparsa di San Bartolomeo in Montegabbione
Tracce materiali nell'area dell'ex chiesa
Il Catalogo dei Beni Culturali della Pro Loco di Montegabbione registra nella zona dell'ex Chiesa di San Bartolomeo due elementi lapidei reimpiegati in muratura.
SCU-GT-001 - Frammento lapideo con scudo, in pietra serena, datato indicativamente al XVII secolo; elemento scolpito reimpiegato in muratura.
SCU-GT-002 - Frammento lapideo iscritto con residuo leggibile "...OX", in pietra locale, datato indicativamente al XVII-XVIII secolo; blocco reimpiegato in muratura.
La provenienza originaria dei due frammenti dalla chiesa di San Bartolomeo non è documentata.
Fonte: Pro Loco Montegabbione APS, Catalogo dei Beni Culturali, schede SCU-GT-001 e SCU-GT-002.
Curiosità attuale - Il recupero della pergamena del 1640
Il 13 febbraio 2019 la Pro Loco di Montegabbione acquistò in un'asta online la pergamena del 1640 relativa alla chiesa di San Bartolomeo, ritenuta verosimilmente proveniente dall'archivio disperso della chiesa/oratorio.
Prima dell'acquisto la Pro Loco aveva sottoposto la documentazione disponibile al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri. Con lettera del 2 aprile 2019, protocollo uscita 08/2019, comunicò alla Parrocchia di Montegabbione l'acquisto e la volontà di donare la pergamena affinché fosse depositata nell'archivio parrocchiale. La comunicazione fu inviata per conoscenza anche all'Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Orvieto, alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per l'Umbria e le Marche e al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Perugia.
Il 3 aprile 2019, con protocollo uscita 09/2019, la Pro Loco comunicò alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per l'Umbria e le Marche e a mons. Giampiero Ceccarelli che il bene era pronto per essere consegnato alla Parrocchia di Montegabbione.
La trascrizione di lavoro e la traduzione italiana di servizio dei passi leggibili della pergamena sono riportate nella sezione relativa all'anno 1640.
Documentazione:
Protocollo 08/2019 - Donazione della pergamena alla Parrocchia di Montegabbione (2 aprile 2019)
Protocollo 09/2019 - Comunicazione di disponibilità alla consegna (3 aprile 2019)
Archivio documentale dell'acquisto della pergamena (2019)
Fonti e bibliografia
Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Alfonso Binarino, 1573, c. 57.
Archivio Comunale di Montegabbione, Catasto 1626 con aggiunte fino al 1788.
Reverenda Fabbrica di San Pietro, atto relativo a Montegabbione e San Bartolomeo, 1640, riproduzione fotografica.
Archivio Vescovile di Orvieto, Visite pastorali di Fausto Poli, 1647, prima visita, cc. 11-12; seconda visita, carte non numerate.
Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Bernardino Rocci, 1677, c. 97.
Archivio Comunale di Montegabbione, Catasto 1678.
Archivio Vescovile di Orvieto, Visita pastorale di Savio Millini, 1687, cc. 56-57.
PISELLI, Daniele, I rioni di Montegabbione, in Il Gobbo, n. 70, 6 agosto 2016.
PISELLI, Daniele, La chiesa scomparsa di San Bartolomeo in Montegabbione, in Il Gobbo, n. 72, 24 dicembre 2016.
PRO LOCO MONTEGABBIONE APS, Catalogo dei Beni Culturali, schede SCU-GT-001 e SCU-GT-002, Piazza della Libertà - zona ex Chiesa di San Bartolomeo.
PISELLI, Daniele, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei secc. XII-XIV, Montegabbione, Pro Loco Montegabbione, 2018, per l'inquadramento della rete ecclesiastica del castello e del territorio.
Pagine collegate
Chiese, castelli e torri del comune di Montegabbione
Antica chiesa parrocchiale
Chiesa parrocchiale attuale
Torre di Montegabbione