Il Gobbo

Santuario di Maria Santissima delle Grazie di Montegabbione

Introduzione

Il Santuario di Maria Santissima delle Grazie sorge ai piedi del colle di Montegabbione, poco fuori dall'antico castello. La storia dell'edificio è documentabile con continuità dalla seconda metà del Cinquecento attraverso bolle, visite pastorali, inventari, atti del beneficio e documentazione comunale e parrocchiale. Accanto a queste fonti esiste una tradizione locale che colloca l'origine del culto alla fine del XV secolo e la collega a un'apparizione mariana presso una sorgente: la tradizione è parte della memoria del santuario, ma non va confusa con la documentazione archivistica oggi nota.

La ricerca di riferimento resta il volume di Milena Pasquini Ciurnelli, pubblicato nel 2004 dalla Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Lorenzo. La presente pagina ne raccoglie i principali risultati, li organizza in forma cronologica e li integra con la documentazione dell'Archivio Parrocchiale riordinata negli anni successivi e con la ricerca sulle reliquie pubblicata nel 2026.

Pubblicazione di riferimento. Milena Pasquini Ciurnelli, Il Santuario della Madonna delle Grazie in Montegabbione, Montegabbione, 2004 - PDF integrale. Nota sulle datazioni. Alcune schede turistiche riportano il 1625 come anno di costruzione della chiesa. La data non è compatibile con le fonti qui considerate: nel 1563 è già documentato il beneficio e nel 1573 la visita pastorale trova la chiesa in funzione, con cappellano, altare e patronato della Comunità. Il 1622 riguarda invece il trasferimento dell'immagine della Madonna nel nuovo assetto dell'altare maggiore, secondo la memoria ottocentesca di don Michele Catenacci.

Copertina del volume di Milena Pasquini Ciurnelli sul Santuario della Madonna delle Grazie Esterno del Santuario di Maria Santissima delle Grazie
La copertina della ricerca di Milena Pasquini Ciurnelli e una veduta esterna del Santuario della Madonna delle Grazie.

Elenco cronologico della documentazione

fine XV secolo - Tradizione locale dell'apparizione della Madonna a una giovane presso una sorgente e successiva costruzione di una cappella; non è noto, allo stato attuale, un documento coevo che attesti l'episodio.
1559 - Milena Pasquini segnala una pergamena frammentaria, ricordata in una bolla del 1563, con il nome del cardinale Alfonso Carafa e una comunicazione diretta al cardinale Simoncelli, vescovo di Orvieto.
1563, 6 settembre - Bolla di collazione del beneficio: investitura del sacerdote Giuliano Loreti di Castiglione del Lago. Il documento ricorda rettori precedenti e rende verosimile una preesistenza della cappellania.
1573, 19 settembre - Visita di Alfonso Binarino: la Madonna delle Grazie è retta da un cappellano di origine perugina, sotto il patronato della Comunità di Montegabbione; è presente un solo altare e viene richiesto l'inventario dei beni.
1607-1608 - Sono autorizzate raccolte di elemosine nella diocesi per sostenere la chiesa; le offerte servono per olio, cera, paramenti, tetto e campana.
1622, 1 aprile - Secondo la memoria di don Michele Catenacci, l'immagine murale della Madonna delle Grazie viene tagliata dalla parete dell'antica cappella, trasferita e inserita nel nuovo altare maggiore.
circa 1650 - Atti del Vicario generale documentano vigne, terreni e una casa appartenenti alla chiesa e la richiesta di alienare alcuni beni per sostenere il santuario.
1673, 29 aprile - Il vescovo Giuseppe della Corgna trova la chiesa restaurata quasi dalle fondamenta; risultano ormai tre altari laterali dedicati a S. Girolamo, S. Carlo e S. Antonio da Padova.
1688, 20 febbraio - Ammonizione pubblica per la restituzione di beni della chiesa eventualmente occupati.
1723-1731 - Il vescovo Onofrio Elisei interviene su reliquiari, rendicontazione delle offerte, legati e uso improprio dei locali addossati alla chiesa.
1742, 26 settembre - Inventario generale del santuario: descrizione dell'edificio, degli altari, della Madonna del Latte, dei reliquiari, delle campane, della casa del rettore e del patrimonio fondiario.
1749 - Ordine di rimuovere gli stalletti addossati al santuario.
1793 - Documentata una stanza di pertinenza del beneficio nel paese, in contrada Strada dritta; la perizia coinvolge i muratori Ubaldo Rimbotti e Giovanni Battista Faena.
1802-1818 - Decreti e controversie regolano restauri, obblighi del cappellano, celebrazioni, amministrazione delle offerte e rapporti con la pievania; nel 1818 sono dettate anche norme per l'eremita-custode.
1843-1846 - Il vescovo Giuseppe Maria Vespignani dispone lavori a tetto, sacrestia, facciata e suppellettili; il cappellano Felice Duranti esegue gli interventi.
1872, 25 giugno - Il vescovo Antonio Briganti trova la chiesa ampia, ben costruita e notevolmente restaurata; don Michele Catenacci ne descrive forma, altari e arredi.
1885 - Le Notizie generali del pievano Luigi Galli registrano quattro reliquiari conservati nella Madonna delle Grazie.
1903 - La festa annuale di S. Antonio da Padova viene trasferita alla chiesa parrocchiale, essendo la vecchia statua del santuario in cattivo stato.
1908 - Don Policarpo Baldini registra stato della chiesa, beneficio, legati, processioni e inventario delle reliquie.
1911-1912 - La chiesa viene destinata temporaneamente a lazzaretto durante il pericolo di epidemia colerica; nel settembre 1912 il vescovo chiede che sia liberata e riaperta al culto.
1919, 22 aprile - Don Policarpo Baldini ricorda la prima processione al santuario del gonfalone delle Donne Cattoliche di Montegabbione dedicato alla Vittoria d'Italia.
1930, 26 marzo - Il questionario diocesano registra in modo specifico l'arredamento della chiesa filiale di Maria Santissima delle Grazie e i beni dei benefici dell'Annunziata e delle Grazie.
1965-1982 - L'Archivio Parrocchiale conserva il libretto di conto corrente intestato alla Madonna delle Grazie, aperto nel 1965 ed estinto nel 1982.
fino agli anni Sessanta del Novecento - Il martedì dopo Pasqua continua a essere un momento di forte partecipazione religiosa e sociale della comunità.
fine XX secolo - Restaurati tetto, pavimento e affresco; ricollocati due angeli nelle nicchie; Mariano Laura realizza il rilievo esterno con la Madonna che allatta il Bambino e due angeli.
2026 - La ricerca Le Reliquie della Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Lorenzo riesamina inventari, autentiche e oggetti superstiti anche per il nucleo della Madonna delle Grazie.

La tradizione dell'origine

La tradizione locale, raccolta da Milena Pasquini e ancora viva nella divulgazione del territorio, colloca l'origine del culto alla fine del Quattrocento. Una ragazza quindicenne, scesa dal paese a una sorgente per prendere acqua, avrebbe incontrato la Vergine; come segno destinato a convincere gli abitanti, la brocca colma d'acqua sarebbe rimasta capovolta senza versare il contenuto. Presso la sorgente sarebbe quindi sorta una prima cappella.

Questa narrazione appartiene alla memoria devozionale del santuario. Non è oggi accompagnata da un documento contemporaneo all'episodio e va quindi presentata come tradizione, non come data certa di fondazione. Il primo quadro documentario utilizzabile è quello del 1559-1563, mentre la presenza della chiesa è direttamente accertata dalla visita pastorale del 1573.

Fonte: M. Pasquini Ciurnelli, Il Santuario della Madonna delle Grazie in Montegabbione, 2004, capitoli Le origini del Santuario, La leggenda ed Erezione della Cappellania; Pro Loco Montegabbione, Montegabbione: Madonna delle Grazie.

1559-1573 - La cappellania e la prima visita documentata

Una bolla della Curia vescovile del 6 settembre 1563, ricordata e studiata da Milena Pasquini, conferisce il beneficio a don Giuliano Loreti di Castiglione del Lago. Nella stessa documentazione è richiamato un frammento pergamenaceo datato 1559. Il contenuto del frammento non consente di identificarlo con sicurezza come atto di fondazione; la bolla del 1563, inoltre, ricorda altri rettori già defunti. Il dato suggerisce che l'istituzione fosse anteriore, ma non consente di fissarne l'anno di nascita.

Il 19 settembre 1573 la visita apostolica di Alfonso Binarino trova la Madonna delle Grazie effettivamente funzionante: vi è un cappellano di origine perugina, la chiesa è sotto il patronato della Comunità di Montegabbione, possiede un altare completo di arredi e il visitatore ordina la compilazione di un inventario dei beni.

Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, bolla di collazione del beneficio, 6 settembre 1563, registrata nel liber Bullarum Episcopi Urbisveteris; Visita di Alfonso Binarino, 19 settembre 1573, c. 129; regesti e discussione in M. Pasquini Ciurnelli, 2004.

Il Seicento - Elemosine, immagine e ampliamento

All'inizio del XVII secolo la chiesa disponeva di entrate modeste. Tra il 1607 e il 1608 l'autorità ecclesiastica autorizzò la raccolta di elemosine in diocesi: il denaro fu impiegato per olio, cera, paramenti, riparazioni al tetto e lavori alla campana. Intorno al 1650 risultano sei appezzamenti vignati e altri beni, compresa una casa che poteva essere affittata per sostenere le spese del santuario.

La memoria redatta nell'Ottocento da don Michele Catenacci attribuisce al 1° aprile 1622 il trasferimento dell'immagine della Madonna delle Grazie: l'affresco sarebbe stato staccato con la porzione di muro dalla cappella più antica e inserito nel nuovo altare. Nel 1673 il vescovo Giuseppe della Corgna trovò la chiesa quasi funditus restaurata, cioè restaurata quasi dalle fondamenta, e vi risultavano ormai tre altari aggiuntivi: S. Girolamo, S. Carlo e S. Antonio da Padova.

Fonte: AVO, visite e Fondo Vicario Generale, serie Iura Diversa; visita del 29 aprile 1673; memoria di don Michele Catenacci, trascritta in M. Pasquini Ciurnelli, 2004.

1742 - L'inventario del Santuario

L'inventario del 26 settembre 1742 è una delle fonti più importanti per ricostruire il santuario. Descrive una chiesa di circa 12 x 7 metri, articolata allora in tre navate, con una cupola sopra l'altare della Vergine. L'accesso avveniva dalla facciata e da un ingresso laterale; altre aperture mettevano in comunicazione l'area dell'altare con il campanile e la sacrestia.

L'altare maggiore custodiva l'immagine della Madonna delle Grazie nell'atto di allattare il Bambino, ornata da diademi e fili di corallo e granato; sopra l'altare era collocato lo stemma dei Marabottini e ai lati erano presenti due nicchie con angeli. Gli altari laterali ricordati nell'inventario erano dedicati a S. Antonio da Padova e S. Girolamo; la sacrestia conteneva un armadio con quattro reliquiari lignei. Il piccolo campanile aveva due campane. La fonte descrive inoltre le case del rettore e una consistente rete di piccoli appezzamenti di terreno distribuiti nel territorio.

La descrizione settecentesca non coincide perfettamente con la configurazione successiva. Don Michele Catenacci, nel XIX secolo, ricostruì infatti le trasformazioni che portarono all'attuale impianto a croce latina, con bracci e testa della croce aggiunti all'antico corpo della chiesa e cupola sulla crociera.

Fonte: AVO, Inventari della Diocesi, 26 settembre 1742, cc. 433-439; M. Pasquini Ciurnelli, 2004, capp. Inventario dei beni e Descrizione del sacro edificio; memoria di don Michele Catenacci.

Il patrimonio e il patronato della Comunità

Le fonti cinquecentesche e le visite successive attribuiscono alla Comunità di Montegabbione un ruolo diretto nel patronato della chiesa. Il Comune interveniva nella nomina del cappellano, nel mantenimento dell'edificio e nell'amministrazione del beneficio; proprio la sovrapposizione fra competenze civili ed ecclesiastiche generò nel tempo numerose controversie.

Il beneficio disponeva di case, vigne, oliveti, seminativi, terreni boscosi e altre rendite. L'inventario del 1742 elenca proprietà nelle contrade vicine al santuario e in altre parti del territorio fino a Faiolo e Monteleone d'Orvieto. Nel corso dell'Ottocento l'assetto patrimoniale fu progressivamente modificato; le carte comunali e parrocchiali documentano discussioni sulla vendita e sulla trasformazione dei beni e sullo stipendio del cappellano.

Fonte: AVO, visite pastorali e Iura Diversa; Archivio Comunale di Montegabbione; M. Pasquini Ciurnelli, 2004, capp. La dote del Santuario, Contrasti, Problemi e difficoltà.

Tra Settecento e Ottocento - Degrado, restauri e custodia

Le visite del Settecento alternano indicazioni di cura a fasi di degrado. I vescovi ordinarono più volte di riparare la chiesa, eliminare erbe e ristagni, impedire che i locali addossati all'edificio fossero usati come stalla e tenere sotto controllo offerte e reliquiari. Nel 1749 Giuseppe dei conti di Marsciano impose la rimozione degli stalletti presso il santuario.

Nel primo Ottocento il vescovo Giovan Battista Lambruschini intervenne ripetutamente sull'amministrazione del beneficio e sulle relazioni tra cappellano e pievano. Il decreto del 20 giugno 1818 riguarda anche la celebrazione della Messa domenicale nella Madonna delle Grazie. Nello stesso periodo è attestato un eremita-custode, soggetto a precise regole di vita e incaricato della sorveglianza del luogo.

Nel 1843 il vescovo Vespignani ordinò interventi a tetto, sacrestia, facciata e arredi; nel 1846 constatò l'esecuzione dei lavori. Nel 1872 Antonio Briganti descrisse la chiesa come ampia e ben costruita e ne rilevò il notevole restauro.

Fonte: APM, busta 4, fasc. 3, documenti 5-6, decreti sul beneficio e sulla celebrazione nella Madonna delle Grazie, 1814 e 1818; AVO, visite del 1843, 1846 e 1872; M. Pasquini Ciurnelli, 2004.

La Madonna del Latte e l'architettura

Il fulcro del santuario è l'immagine della Madonna del Latte, la Vergine che allatta il Bambino. Le fonti storiche la documentano sull'altare maggiore e la memoria di Catenacci riferisce il suo trasferimento il 1° aprile 1622 dalla parete dell'edificio più antico al nuovo altare. La scheda di Umbria Tourism la indica prudentemente come opera forse della scuola del Perugino: allo stato della documentazione consultata, questa attribuzione va mantenuta come proposta e non come dato acquisito.

L'esterno è oggi leggibile come edificio a croce latina con cupola cilindrica; altare maggiore e stucchi mostrano invece caratteri barocchi. La differenza tra l'inventario del 1742, che parla di tre navate, e la descrizione ottocentesca di Catenacci conferma che il santuario ha attraversato più fasi edilizie. Sacrestia e abitazione annessa sono aggiunte legate alla crescita del santuario e alla presenza stabile del rettore o del custode.

Sulla cornice in laterizio del portale sono visibili croci e segni incisi. La divulgazione locale li ha messi in relazione con il passaggio di pellegrini; l'interpretazione è suggestiva ma, in assenza di una specifica indagine epigrafica, resta un'ipotesi.

Fonti: AVO, inventario 1742; memoria di don Michele Catenacci; Umbria Tourism, Chiesa della Madonna delle Grazie - Montegabbione; Pro Loco Montegabbione, scheda del santuario.

Le reliquie

Il patrimonio reliquiario è documentato in più fasi e non sempre i diversi inventari sono sovrapponibili. L'inventario settecentesco ricordato da Milena Pasquini descrive nella sacrestia quattro reliquiari lignei: due busti, attribuiti con cautela ai martiri Gesualdo e Dario, e due braccia-reliquiario riferite a Silvano e Daniele.

Nel 1885 il pievano Luigi Galli registra invece quattro reliquiari contenenti reliquie di S. Antonio di Padova, S. Lodovico Beltrando, S. Anna madre di Maria, S. Urbano, S. Severino, S. Faustino e S. Bonosa. Don Policarpo Baldini, nel 1908, collega queste reliquie alle relative pagelle di autenticità. L'Archivio Parrocchiale conserva un fascicolo specifico di autentiche della Madonna delle Grazie, datate fra 1762 e 1792, oltre alla documentazione successiva.

La ricerca pubblicata nel 2026 ha riesaminato insieme gli inventari, le autentiche e gli oggetti oggi conservati. Il confronto mostra che non è sempre possibile identificare con certezza un reliquiario attuale con quello descritto nei documenti antichi: per questo la provenienza viene mantenuta distinta dalla semplice presenza fisica dell'oggetto.

Fonti: APM, busta 4, fasc. 2, Fedi delle reliquie esistenti nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie dall'anno 1762 al 1792; APM, busta 14/15, fasc. 15.8, Notizie generali della Parrocchia di Montegabbione 1880-1885; fasc. 15.9, Notizie generali, 1908; D. Piselli, Le Reliquie della Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Lorenzo. Montegabbione, Montegiove, Castel di Fiori, Pro Loco Montegabbione, 2026.

La devozione e il martedì dopo Pasqua

La Madonna delle Grazie fu per secoli un santuario votivo legato alla devozione popolare. Le visite ricordano offerte ed ex voto e documentano la celebrazione festiva. Nel primo Novecento il ciclo pasquale comprendeva una processione dalla parrocchiale al santuario: la processione raggiungeva la chiesa, la circondava cantando le Litanie Lauretane, vi si celebrava la Messa e rientrava poi in paese.

Il martedì dopo Pasqua rimase fino agli anni Sessanta del Novecento una delle ricorrenze più sentite. Oltre alle funzioni religiose e alla confessione pasquale, lo spazio davanti alla chiesa diventava luogo di incontro e di giochi. La memoria locale sintetizzava la partecipazione con l'espressione prendere Pasqua.

Un episodio particolare è registrato da don Policarpo Baldini: il 22 aprile 1919 fu portato per la prima volta in processione al santuario il gonfalone delle Donne Cattoliche di Montegabbione con la dedica alla Vittoria d'Italia, collegando la festa religiosa alla memoria della conclusione della Prima guerra mondiale.

Fonti: APM, Notizie generali della Parrocchia di Montegabbione, 1908; memorie di don Policarpo Baldini, pubblicate in Il Gobbo, n. 34, 21 aprile 2012; M. Pasquini Ciurnelli, 2004.

Il Novecento - Lazzaretto, inventari e continuità amministrativa

Nel 1911, durante il timore di un'epidemia di colera, la Madonna delle Grazie fu destinata a lazzaretto. La soluzione, pensata come misura di emergenza, si protrasse abbastanza da provocare l'intervento del vescovo durante la visita del settembre 1912. Il sindaco assicurò lo sgombero e la riapertura al culto, riservandosi tuttavia l'uso provvisorio dell'edificio in caso di nuova necessità sanitaria.

L'Archivio Parrocchiale conserva oggi il fascicolo specifico Lazzaretto nella chiesa della Madonna delle Grazie, datato 19 febbraio 1911. La documentazione prosegue nel Novecento: nel 1930 un questionario diocesano descrive l'arredamento della chiesa filiale e censisce i fondi dei benefici dell'Annunziata e delle Grazie; nella busta relativa agli anni 1980-1989 si conserva inoltre un libretto di conto corrente Madonna delle Grazie, aperto nel 1965 ed estinto nel 1982.

Questi documenti, pur di natura amministrativa, mostrano la continuità della chiesa come realtà distinta all'interno della vita parrocchiale anche dopo la perdita del vecchio assetto beneficiale.

Fonti: APM, busta 13, Pievania 1900-1921, fasc. 13, Lazzaretto nella chiesa della Madonna delle Grazie, 19 febbraio 1911; APM, busta 21A, Pievania 1922-1943, documenti 8 e 12 del questionario del 26 marzo 1930; APM, busta 21D, fasc. 3, libretto conto corrente Madonna delle Grazie, 1965-1982; D. Piselli, Indice generale dell'Archivio storico della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, Montegabbione (1624-2009), 2016, aggiornato 2018.

Il santuario oggi

Dopo una fase di decadenza nel secondo Novecento, l'edificio è stato interessato da restauri che hanno riguardato tetto, pavimento e immagine della Madonna del Latte. I due angeli nelle nicchie ai lati dell'altare sono stati ricollocati a cura della Pro Loco. Gli antichi altari laterali non sono più presenti; restano la sacrestia e i locali annessi, legati alla lunga storia del rettore e della custodia del santuario.

Alla fine del XX secolo Mariano Laura ha realizzato sul portale centrale esterno un rilievo in plastica cementizia che riprende il tema della Madonna che allatta il Bambino, affiancata da due angeli. Il santuario continua a conservare il proprio carattere di luogo mariano della comunità di Montegabbione.

Fonte: M. Pasquini Ciurnelli, 2004, capitolo conclusivo sul XX secolo; ricognizioni locali successive.

Dati documentati

- la tradizione dell'apparizione alla fine del XV secolo è parte della memoria locale, ma non è oggi sostenuta da un documento coevo noto;
- nel 1563 esiste certamente un beneficio dedicato a Maria Santissima delle Grazie e la documentazione ricorda rettori precedenti;
- nel 1573 la chiesa è in funzione, ha un cappellano, un altare ed è sotto il patronato della Comunità di Montegabbione;
- nel XVII secolo la chiesa viene ampliata e restaurata; al 1673 risultano più altari;
- l'inventario del 1742 documenta in dettaglio edificio, immagine, arredi, reliquiari, case e patrimonio fondiario;
- la forma attuale a croce latina deriva da trasformazioni successive del nucleo più antico, descritte da don Michele Catenacci nel XIX secolo;
- l'immagine venerata è una Madonna del Latte; l'attribuzione alla scuola del Perugino resta una proposta prudenziale e non viene qui assunta come attribuzione certa;
- il santuario ha mantenuto fino al Novecento un forte ruolo devozionale, in particolare nel ciclo pasquale, ed è documentato anche come sede temporanea di lazzaretto nel 1911-1912;
- l'Archivio Parrocchiale conserva una documentazione specifica sul beneficio, sulle reliquie, sugli arredi e sull'amministrazione della Madonna delle Grazie fino al secondo Novecento.

Fonti e bibliografia

Archivio Vescovile di Orvieto (AVO), bolla di collazione del beneficio della Madonna delle Grazie, 6 settembre 1563; visite pastorali dal 1573 al XIX secolo; Inventari della Diocesi, 26 settembre 1742, cc. 433-439; Fondo Vicario Generale, serie Iura Diversa.

Archivio Parrocchiale di Montegabbione (APM), busta 4, fasc. 2, Fedi delle reliquie esistenti nella chiesa di Maria Santissima delle Grazie dall'anno 1762 al 1792.

APM, busta 4, fasc. 3, documentazione sul beneficio della Madonna delle Grazie, decreto del 1° ottobre 1814 e decreto sulla celebrazione della Messa, 20 giugno 1818.

APM, busta 13, Pievania 1900-1921, fasc. 13, Lazzaretto nella chiesa della Madonna delle Grazie, 19 febbraio 1911.

APM, busta 14/15, fasc. 15.8, Notizie generali della Parrocchia di Montegabbione 1880-1885; fasc. 15.9, Notizie generali della Parrocchia di Montegabbione, 1908.

APM, busta 21A, Pievania 1922-1943, questionario del 26 marzo 1930, in particolare i documenti relativi all'arredamento della chiesa filiale e ai fondi dei benefici dell'Annunziata e delle Grazie.

APM, busta 21D, fasc. 3, Libretto conto corrente Madonna delle Grazie, 1965-1982.

APM, scatola 2, libro 10, Tabella omnium missarum quae celebrari debent in Ven. eccles. B.M. Virginis Gratiarum in distritu terrae Montis Gabbionis, 1745-1808; libro 17, Onera Missarum Beneficii B. M. Virginis Gratiarum Terrae Montis Gabbionis, 1830-1885.

PASQUINI CIURNELLI, Milena, Il Santuario della Madonna delle Grazie in Montegabbione, a cura della Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Lorenzo, Montegabbione, 2004.

PISELLI, Daniele, Indice generale dell'Archivio storico della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, Montegabbione (1624-2009), 2016, aggiornato 2018.

PISELLI, Daniele, Le Reliquie della Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Lorenzo. Montegabbione, Montegiove, Castel di Fiori, Pro Loco Montegabbione, 2026.

PISELLI, Daniele, Memorie di don Policarpo Baldini, in Il Gobbo, n. 34, 21 aprile 2012.

Umbria Tourism, Chiesa della Madonna delle Grazie - Montegabbione, per la scheda architettonica e la prudente proposta attributiva dell'affresco.

BeWeB - Beni ecclesiastici in Web, Santuario della Madonna delle Grazie.

Pro Loco Montegabbione, Montegabbione: Madonna delle Grazie, per la tradizione locale e la documentazione divulgativa del luogo.

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