Il Gobbo

Chiesa di Sant'Antonio Abate di Castel di Fiori

La chiesa fuori le mura

I ruderi della chiesa di Sant'Antonio Abate si trovano fuori dal borgo di Castel di Fiori, presso il cimitero. La tradizione locale la lega al patronato dei conti di Marsciano. La descrizione precedente della pagina la diceva in seguito sede parrocchiale dal 1573 e riferiva la cessazione del culto nel 1802, con il trasferimento delle funzioni a Santa Maria Maddalena. Tali date sono riportate nella tesi di Luana Mencarelli; i documenti qui controllati non includono ancora l'atto di trasferimento o di sconsacrazione. Il cimitero annesso è ricordato come ancora in uso nella descrizione della tesi.

Il documento del 10 febbraio 1795

Il conte Francesco Testa di Marsciano, che fra i propri titoli indicava anche quello di barone di Castel di Fiore, intervenne sulla chiesa di Sant'Antonio con una disposizione datata 10 febbraio 1795. La definiva chiesa di proprio giuspatronato e riferiva che le Messe e le funzioni un tempo celebratevi erano state da alcuni anni trascurate. Dopo aver cercato notizie nella cancelleria vescovile e nell'archivio familiare, dispose un contributo annuo per ristabilire due Messe settimanali e le feste della Vergine Assunta, di Sant'Antonio Abate e della Beata Angelina di Marsciano. Ordinò inoltre di tenere un registro delle Messe in sagrestia, di provvedere agli arredi e, in attesa di un cappellano o sagrestano stabile, chiese al curato locale di curare l'esecuzione delle disposizioni.

L'atto documenta il patronato e il tentativo di riprendere le celebrazioni nel 1795. Non prova, da solo, la data di fondazione dell'edificio né il momento in cui le funzioni cessarono definitivamente.

Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Serie Parrocchie, 19, Castel di Fiori, lettera del 10 febbraio 1795; trascrizione in S. Pagliaroni, T. Montagnolo e D. Piselli (a cura di), Castel di Fiori: due secoli nei documenti, 1795-1984, 2021, pp. 1-2.

Le altre chiese di Castel di Fiori

Sant'Antonio Abate, la parrocchiale di Santa Maria Maddalena entro il borgo, la chiesa medievale di Santa Maria di Villa Acqua Alta e l'abbazia di San Pietro sono soggetti diversi. Le funzioni di patronato descritte nel 1795 riguardano Sant'Antonio, mentre la visita pastorale del 1809 trascritta nella stessa pubblicazione del 2021 descrive la parrocchiale di Santa Maria Maddalena.

Fotografie dei ruderi

Ruderi della chiesa di Sant Antonio Abate, fotografia 1 Ruderi della chiesa di Sant Antonio Abate, fotografia 2 Ruderi della chiesa di Sant Antonio Abate, fotografia 3 Ruderi della chiesa e particolari dell'area del cimitero, conservati dalla pagina originaria.

Fonti e bibliografia

Archivio Vescovile di Orvieto, Serie Parrocchie, 19, Castel di Fiori, lettera del 10 febbraio 1795.
PAGLIARONI, Sofia; MONTAGNOLO, Tania; PISELLI, Daniele (a cura di), Castel di Fiori: due secoli nei documenti, 1795-1984, 2021.
MENCARELLI, Luana, Ecomuseo, il museo del futuro. Un percorso attraverso le chiese rurali del Comune di Montegabbione, tesi di laurea, a.a. 2008/2009.

Pagine collegate

Chiese, castelli e torri
Castello di Castel di Fiori
Santa Maria Maddalena
Santa Maria e Villa Acqua Alta

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