Il Gobbo


Le informazioni che abbiamo ad oggi sulla Chiesa parrocchiale di Montegabbione si possono trovare nelle varie pubblicazioni che sono uscite negli ultimi venti anni:
- Gruppo giovanile di Montegabbione, Montegabbione .Ieri, 1981 (Carlo Andreoli, Corrado Rossi, Giuseppe Saravalle)
- Pro Loco Montegabbione - Montegabbione, 2000 (Con aggiornamenti di Carlo Andreoli)

Riporto in seguito il primo testo pubblicato per fare un punto della situazione:

"La chiesa di Maria SS.Assunta in Cielo è l'attuale chiesa parrocchiale di Montegabbione. La prima pietra fu posta il 29 giugno 1873 da Mons. Antonio Briganti Vescovo di Orvieto ed i lavori vennero affidati all'arch. Nazzareno Biscarini[1] di Perugia. Essa sorge in prosecuzione dell'antica cappella circolare e dell'annessa torre campanaria (forse un tempo facente parte del complesso del castello), ambedue in pietra viva, ed in parte poggia sull'antico cimitero (che è stato portato fuori le mura nel 1864). Alla fabbrica della chiesa contribuirono tutti i montegabbionesi, sia trasportando a braccia, ogni domenica, gran parte delle pietre occorrenti, sia versando-complessivamente in sei anni circa lire 2.500. Sul "Corriere dell'Umbria" nel 1874 apparve anche una polemica tra Celestino Lemmi, che osteggiava la "fabbrica" (benché suo padre Costanzo fosse stato Presidente della commissione edificatrice) ed il sindaco Giovanni Duranti. Il pievano Luigi Galli la annotava nel suo diario del giugno 1874. Altre eco si ebbero su "La Frusta", giornale politico morale dell'epoca. L'inaugurazione avvenne il I Ottobre 1876: bella e maestosa, in svelta architettura di stile bizantino, ornata di stucchi e di graziosi lavori in plastica di terracotta eseguiti con gusto squisito e raffinata precisione dagli artisti perugini Francesco Biscarìni e Raffaele Angeletti, si presenta grave e severa nella facciata anch'essa ornata in terracotta. All'interno vi sono tre altari, con mensa di pietra, in terracotta: l'altare maggiore, dedicato a Maria S.s.ma Assunta in cielo; l'altare di S. Giuseppe, patrono del comune di Montegabbione e l'altare di Maria S.s.ma. La manutenzione del primo spettava al parroco, quella del secondo al Comune e quello dei terzo alla Confraternita. In fondo alla chiesa v'è la cantoria, sopraelevata, con un organo a mantice, opera di Nicomede Agati di Pistoia che costò a quel tempo circa 1.500 Lire. Attigua alla chiesa parrocchiale vi sono la cappella ddel SS.mo Sacramento (già dedicata alla S. Rita) e la sacrestia. Accanto alla chiesa v'è attualmente un campanile in struttura di cemento, costruito negli anni cinquanta, in sostituzione dei vecchio completamente degradato e rivestito nel 1998 in mattoni simili a quelli della facciata della Chiesa."
Gruppo giovanile di Montegabbione, Montegabbione .Ieri, 1981


Leggendo Cronache di Paese (numero di marzo aprile 1973), un giornale pubblicato negli anni settanta a Montegabbione, è possibile ritrovare un riferimento al Corriere dell'Umbria datato 2 giugno 1874. Qui Celeste Lemmi, uno dei cittadini "nobili" di Montegabbione, scagliava le sue polemiche contro il sindaco e la giunta comunale colpevole, a dir suo, di inutili spese per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Senza anticipare altro rimando alla lettura della lettera scaricabile dal link sottostante.

--> Celeste Lemmi - 2 giugno 1874

Alcuni giorni dopo, il 12 giugno 1874, nel Corriere dell'Umbia viene pubblicata la lettera di risposta di Giovanni Duranti, l'allora sindaco.

--> Giovanni Duranti - 12 giugno 1874

E' interessante leggere queste due lettere per capire quella che era la situazione politica ed economica del paese in quegli anni. Sono numerosi gli spunti forniti e sarà ineressante approfondirli in futuro.

In occasione della IV rassegna dell'economia e della cultura a Montegabbione - 14/21 agosto 1989 - venne pubblicato un opuscolo di sei pagine con alcune notizie aggiuntive riguardanti la Chiesa parrocchiale. In quello stesso anno venne acquistato l'organo che ancora viene suonato in tutte le ocasioni. Dalla lettura emergono alcune informazioni aggiuntive tra cui la premiazione del pulpito con medaglia di argento all'esposizione umbra del 1879. E' interssante vedere alcune parti del progetto e in futuro, se possibile, riporterò l'intero progetto della nostra chiesa.
Nei link sottostanti è possibile scaricale l'opuscolo del 1989 ed un articolo pubblicato nel Giornale dell'Esposizione provinciale umbra in data 28 settembre 1879.

--> Opuscolo 1989
--> Giornale dell'Esposizione provinciale umbra - 28 settembre 1879

Di seguito nella pagina una carrellata di cartoline e foto della Chiesa. Analizzandole si può notare come, mentre la facciata è rimasta sempre la stessa, il campanile è stato modificato numerose volte; costruito con pietra viva rimase di tale aspetto sicuramente non oltre il 1931, come è possibile notare nella terza cartolina, viaggiata nel 1931, in cui il campanile risulta intonacato. Venne poi abbattuto e ricostruito negli anni '50.

Tra una chiacchierata e l'altra con mio zio è emersa una bellissima testimonianza da approfondire. Per ora riporto questa prima parte:

"Qundo buttassima giù il campanile della chiesa eravamo io (Piselli Vittorio), Lallo (Franco Stella) e Mariano Pornelli. Il campanile era murato bene, apparte un angolo, e non si sa quanto ci mettissima a buttarlo giù tutto. Ce volle più a levallo che fallo. I sassi erano murati con calce e sabbia di Faiolo... più dura del cemento. Utilizzassima il piccone per smurallo. Salivamo da dentro e fuori non c'erano le impalcature. Le sasse, dopo averle smurate, le buttassima tutte giù per dentro il campanile e poi le caricavamo con la carretta mal camion. Le campane le avevano già levate. Quando dovemmo levare l'orologio lo legassima ad una corda fissata con la carrucula. Spiccassima l'orologio dopo avello fissato alla corda. Al momento di tirarlo giù se non c'erano due che ce aiutassima, o lo lasciassima o annissima su noi! Erano Pasquini Silvano e l'appuntato dei carabinieri Giovanni, ma adesso non mi ricordo il cognome. Pe fortuna loro!"

Va notato come nella foto con il campanile ci sia l'orologio differente da quello da quello delle foto successive. Guardando attentamente la seconda cartolina si può notare come l'orologio non sia in asse rispetto al campanile (secondo me ciò è dovuto ad un ritocco effettuato sulla foto, comunemente in uso in questo periodo). Qualche anno fa un ragazzo (di cui ad ora non conosco il nome) fece una una ricerca sugli orologi umbri soffermandosi anche su quello di Montegabbione. Sarebbe interessante poter leggere il suo lavoro per avere maggiori dettagli a riguardo.

Un particolare interessante è la notevole diminuzione del rosone sopra il portone di ingresso. Guardando attentamente la cartolina n.4 si può notare come ci sia un alone chiaro intorno al rosone e come questo abbia un diametro più piccolo rispetto a quello delle cartoline precedenti. Il motivo per cui il rosone sia stato modificato ad ora lo ignoro.

Cliccando nelle foto puoi aprire una presentazione in cui sotto ad alcune immagini troverai una breve descrizione.







Il Miracolo italiano. Un'Italia stravolta dalla seconda guerra mondiale, prevalentemente agricola, assoggettata alla mezzadria, arretrata e provinciale, nell'arco di pochi decenni ha vissuto una trasformazione radicale del suo tessuto sociale, economico e culturale da avere altri pochi riscontri nella storia del dopoguerra europeo. Senza entrare nel dettaglio nell'argomento (che potremmo fare in un secondo momento) verrei proporre una delle metarmorfosi urbanistiche che Montegabbione ha subito in questo periodo. Negli anni in cui le famiglie contadine buttarono i loro letti in ferro battuto per acquistare spalliere di lamiera decorate (i famosi letti di bandone), negli anni in cui cambiarono i loro mobili in legno massello con mobili di compensato o poco più cos'era che li spingeva a fare questo? Era la voglia di nuovo, il desiderio di buttare il passato alle spalle. Fu in questo periodo che l'urbanistica medievale montegabbionese, scampata praticamente incolume alle devastazioni della seconda guerra mondiale, subì le maggiori perdite. Tra le vittime più gravi il primo posto lo assegnerei sicuramente alla nostra piazza. Dopo il 1874 (anno di ammodernamento della chiesa parrocchiale) ci fu una nuova radicale trasformazione. Piccole casette un po' rimediate, con finestre e scalinate, furono demolite e al loro posto il nuovo calcestruzzo soppiantò l'ormai vecchia pietra. E' così che Montegabbione perse una parte del suo antico essere... La trasformazione deve andare avanti, il progresso incalzare i tempi ed il nostro passato si racconta in alcune foto e in qualche labile ricordo. Chissà se fra cento anni i nostri nipoti ripercorreranno la storia di quel vecchio palazzo anni '60 che ora guarda la nostra chiesa magari in ricordo di un'architettura passata.

Nelle foto sottostanti alcune fasi della costruzione della banca.



Ma cosa c'era nella piazza del paese prima che venne edificata l'attuale palazzo della banca. Le foto sotto presentate ripropongono due bellissimi scorci di quella parte di Montegabbione che ormai non c'è più. La prima foto è datatabile intorno agli anni '20, la seconda è databile intorno agli anni '30 (manifestazione ginnica fascista degli scolari montegabbionesi - 24 maggio).



Facciamo un passo indietro e ricolleghiamoci al lavoro consultabile in Montegabbione.net. Il 16 giugnio 1944 anche Montegabbione ebbe la sua guerra. Durante il passaggio del fronte, mentre i carroarmati inglesi dai dintorni di Scatolla bombardavano Montegabbione, anche la chiesa subì un lieve danno. Venne danneggiata una campana tant'è che la popolazione chiese la sostituzione al Vaticano. Sono riportati nel seguito il testo della richiesta fatta dal comune di Montegabbione ed una riproduzione del documento datato dicembre 1949:

Durante il passaggio del fronte avvenuto in questo Comune nei giorni 15 16 Giugno /1944, fu colpita da scheggia di artiglieria la Campana Maggiore della Chiesa Parrocchiale di Montegabbione, riportando una grande incrinatura che ne altera il suono.
Il peso della campana è di Kg. 500
Tutto il materiale è recuperabile.



Clicca per ingrandire il documento

La campana venne poi sostituita o riparata ma comunque è interessante guardare le due foto sotto riprodotte, gentilmente concesse da Roberto Urbani. Come si può notare in entrambe dietro la moto, di fianco alla parete della chiesa c'è il supporto meccanico che è servito per calare dal campanile la campana danneggiata. Nella seconda foto si distingue chiaramente la campana all'interno della struttura.







[1] Nazareno Biscarini nasce a Perugia nel 1835. Studia all'Accademia di belle arti dove diviene allievo di Giovanni Santini e compagno di studi di Guglielmo Calderini. Intorno al 1870 frequenta il salotto culturale di Maria Gallenga-Stuart, in cui si ritrovano artisti italiani e stranieri. Dal 1884 inizia la sua carriera di docente in Accademia, anche se poi entrerà in grossa polemica con l'Istituto. Architetto e ingegnere di professione, progetta per Perugia e provincia numerose chiese, monumenti e cappelle sepolcrali, tra cui si segnala la cappella della Confraternita della misericordia. Nel 1880 è autore di un progetto di sistemazione della nuova sede dell'Accademia di belle arti presso l'ex convento di San Francesco al Prato e nel 1890 partecipa all'Esposizione nazionale di belle arti di Torino. Pregevoli sono le palazzine che fronteggiano l'ex piazza d'Armi a Perugia, che da lui prendono il nome, il Teatro comunale di Marsciano, le chiese parrocchiali, circa trenta, dove Biscarini tenta di riprodurre le forme romaniche, gotiche e rinascimentali (chiesa parrocchiale di Montegabbione, di San Martino in Campo e di Sant'Andrea a Perugia). Biscarini muore a Perugia nel 1907.
--> http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl
Nel 1865 gli scultori perugini Raffaele Angeletti e Francesco Biscarini fondarono a Perugia una fabbrica artistica di terrecotte famosa in molte parti d'Italia per la varietà e la raffinatezza delle sue opere che stimolarono l'artigianato locale, considerato arte minore, ad assurgere al livello di arte nobile.
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