Chiesa di Santa Maria di Villa Acqua Alta ed il "paese" di Villa Acqua Alta
Introduzione
Per leggere correttamente le fonti di Acqua Alta è necessario separare tre realtà che sono collegate territorialmente ma non sono la stessa cosa: il monastero di San Pietro d'Acqualta, la Villa Acqua Alta e la chiesa di Santa Maria di Acqua Alta.
La villa di Acqua Alta, cioè l'insediamento laico, e la chiesa di Santa Maria sono distinte dal monastero di San Pietro. La storia istituzionale, patrimoniale e religiosa del monastero è trattata nella pagina Abbazia di San Pietro di Acqua Alta.
La distinzione cambia anche il modo di leggere alcuni documenti già utilizzati nella ricerca del 2018. Nel 1289 sono nominati gli homines ville Aque Alte; nel 1292 il catasto registra la Villa Abbatie Aque Alte e terre dell'abbazia. In nessuno dei due casi il testo nomina Santa Maria. La prima attestazione esplicita della chiesa è il documento del 6 febbraio 1293, nel quale compare la Ecclesia Sancte Marie Aquealte.
Criterio di lettura. Nella pagina ogni documento viene attribuito soltanto al soggetto che nomina: villa quando la fonte parla della comunità laica; Santa Maria quando compare la chiesa; San Pietro resta fuori dalla cronologia principale e viene richiamato soltanto per chiarire il significato di formule come Villa Abbatie Aque Alte.
Per il regesto complessivo e la discussione delle attestazioni medievali si veda Acqua Alta (Acqualta) tra XII e XIII secolo.
Cronologia della Villa e di Santa Maria
1289, 24 ottobre - Villa Acqua Alta. Prima attestazione qui individuata della comunità come villa: homines ville Aque Alte. Il documento non nomina Santa Maria.
1292 - Villa Acqua Alta. Il catasto orvietano registra la Villa Abbatie Aque Alte, abitanti e terre riferite all'abbazia. Il dato attesta la villa e il rapporto territoriale con il patrimonio abbaziale; non è una menzione della chiesa di Santa Maria.
1293, 6 febbraio - Chiesa di Santa Maria. Prima attestazione esplicita della Ecclesia Sancte Marie Aquealte, dotata di propri procuratori e soggetta a un censo annuo di due libbre di cera verso l'episcopato di Orvieto.
1322 - Villa Acqua Alta. Pietro Tifi, detto Nibbio, è qualificato de villa Abbatiae Acquae alta: la denominazione della villa risulta ancora in uso.
1345 - Dal nucleo al castello. Compare il castrum Acquae Altae, che la cronaca orvietana dice ormai chiamato Castrum Florae.
1350 - Castel di Fiore. Un provvedimento del Comune di Orvieto ricorda il castello di Acqualta, fortificato e ricostruito senza consenso comunale e chiamato Castel di Fiore.
1289 - Gli abitanti di Villa Acqua Alta
Il 24 ottobre 1289 i sindaci e procuratori della comunità di Montegabbione promisero al vescovo di Orvieto il pagamento delle decime. Per fissare quantità e consuetudine del tributo il documento prende come riferimento gli abitanti di Acqua Alta:
... ad mensuram quam homines ville Aque Alte et secundum consuetudinem quam ipsi domino decimam solvunt ...
La formula documenta una comunità laica riconoscibile come villa, dotata di una consuetudine fiscale abbastanza definita da essere usata come termine di confronto per Montegabbione. L'atto fu poi cassato per mandato del vescovo: la cassazione riguarda l'efficacia dell'obbligazione, non il valore della registrazione come attestazione degli homines ville Aque Alte.
Precisazione. Il documento del 1289 non nomina la chiesa di Santa Maria e non autorizza ad attribuire ad essa le terre, le decime o i diritti riferiti alla villa.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 85/4; trascrizione pubblicata in D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei secc. XII-XIV, 2018.
1292 - La Villa Abbatie Aque Alte
Il catasto del contado orvietano del 1292 registra la Villa Abbatie Aque Alte e, nei confini dei possessi, la terra Abbatie Aque Alte. La formula è importante perché mostra con chiarezza l'esistenza della villa e il suo rapporto con il patrimonio dell'abbazia.
Il testo, però, non contiene nelle voci qui considerate la formula Ecclesia Sancte Marie. Il dato del 1292 resta quindi una fonte per la villa e per il patrimonio abbaziale, non una prova diretta dei beni della chiesa di Santa Maria.
Fonte: Archivio di Stato di Orvieto, Catasto del contado, 1292, cc. 594r-596r; É. Carpentier, Orvieto à la fin du XIIIe siècle. Ville et campagne dans le Cadastre de 1292, Paris, CNRS, 1986. La trascrizione di lavoro delle carte è da ricollazionare integralmente prima di utilizzare conteggi quantitativi.
1293 - La chiesa di Santa Maria di Acqua Alta
Il 6 febbraio 1293 un atto della Curia vescovile di Orvieto documenta direttamente Santa Maria. Il presbitero Giovanni, canonico della chiesa di Santa Cristina di Bolsena, si presenta come nunzio dei procuratori della Ecclesia Sancte Marie Aquealte. La chiesa riconosce un censo annuo di due libbre di cera all'episcopato orvietano; in quell'occasione vengono pagati trenta soldi per compensare sei libbre di cera arretrate relative ai tre anni precedenti.
presbiter Iohannes canonicus Ecclesie Sancte Christine de Bulseno asserens se esse nuntium procuratorum Ecclesie Sancte Marie Aquealte Urbevetane diocesis [...] recognoscens in ipsa Ecclesia esse censualem episcopatus Urbevetani singulis annis in duabus libris cere
Il documento del 6 febbraio 1293 è la prima attestazione certa della chiesa di Santa Maria di Acqua Alta. Prova l'esistenza istituzionale della chiesa, dei suoi procuratori e del censo episcopale; non fornisce invece la data di fondazione, la descrizione dell'edificio o la sua posizione esatta.
Fonte: Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 187/2; indice: Solutio census Sancte Maria Aquealte duarum librarum cere; edizione in D. Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione, 2018, appendice documenti, n. 9, pp. 45-46.
1322 - La villa è ancora ricordata
Cesare Simoni ricorda un atto del 1322, rogato da Angelo di ser Pippo d'Orvieto nella chiesa di San Lorenzo di Montegiove, relativo alla nomina a procuratore di Pietro Tifi, detto Nibbio, qualificato de villa Abbatiae Acquae alta. La notizia mostra che nei primi decenni del XIV secolo la denominazione della villa legata all'abbazia era ancora in uso.
Fonte: C. Simoni, Secessione da Orvieto de' conti di Monte Giove e loro sommessione a Perugia (1380-1394), pp. 12-13, citato in D. Piselli, 2018.
1345-1350 - Da Acqua Alta a Castel di Fiori
Per il 1345 le Ephemerides Urbevetanae ricordano un castrum Acquae Altae che viene fortificato e costruito senza il consenso del Comune di Orvieto e che è ormai chiamato Castrum Florae:
de castro Acquae Altae, quod praeter conscientiam urbevetani Communis, muratur et aedificatur [...] et vocatur Castrum Florae
Nel 1350 il Comune di Orvieto interviene nuovamente contro il castello di Acqualta, detto Castel di Fiore. La sequenza documentaria collega quindi il toponimo medievale di Acqua Alta al successivo Castel di Fiori.
Questi documenti riguardano la trasformazione dell'insediamento e del suo assetto fortificato. Non permettono, da soli, di stabilire che la chiesa di Santa Maria coincidesse con un determinato edificio del successivo castello, né che la villa duecentesca ne occupasse esattamente il medesimo perimetro.
Fonti: Ephemerides Urbevetanae, dal codice Vaticano Urbinate latino 1745, a cura di Luigi Fumi; decreto del Comune di Orvieto del 1350, tradizione documentaria riportata da F. Ughelli e nelle ricerche locali.
Il monastero di San Pietro: pagina separata
Il monastero di San Pietro d'Acqualta è documentato molto prima della villa e di Santa Maria e possiede una propria storia istituzionale, patrimoniale e religiosa. Proprio per evitare sovrapposizioni, i documenti che riguardano soltanto San Pietro - visite episcopali, abati, ordini religiosi, beni monastici, profanazioni o riconciliazioni della chiesa abbaziale - non vengono utilizzati come documenti di Santa Maria.
Per questi aspetti si rimanda a Abbazia di San Pietro di Acqua Alta.
Attenzione alla terminologia. La formula Villa Abbatie Aque Alte descrive la villa attraverso il suo rapporto con l'abbazia; non significa che la villa sia il monastero. Allo stesso modo, una menzione del monastero o della sua chiesa di San Pietro non può essere trasferita automaticamente alla chiesa di Santa Maria.
Il luogo e i ruderi
Le fotografie storiche e le ricognizioni mostrano nell'area di Acqua Alta numerosi resti murari. Questa presenza è compatibile con un insediamento articolato, ma non è possibile assegnare con certezza uno specifico rudere alla chiesa di Santa Maria.
Ruderi di Acqua Alta, 1962. Le strutture visibili non sono attribuite automaticamente a Santa Maria né al monastero di San Pietro.
Ruderi di Acqua Alta, 2013.
Dati documentati
- la qualifica esplicita di villa è documentata nel 1289 con gli homines ville Aque Alte;
- nel 1292 il catasto registra la Villa Abbatie Aque Alte e terre dell'abbazia: è una fonte per la villa e per il patrimonio abbaziale, non una menzione di Santa Maria;
- Santa Maria è documentata direttamente il 6 febbraio 1293 come Ecclesia Sancte Marie Aquealte, con propri procuratori e proprio censo episcopale;
- nel 1322 è ancora usata la formula villa Abbatiae Acquae alta;
- nel 1345 il castrum Acquae Altae è chiamato Castrum Florae, passaggio documentario verso Castel di Fiori;
- non sono documentati con certezza la data di fondazione di Santa Maria, la sua esatta posizione fra i ruderi e la completa sovrapposizione topografica fra villa duecentesca e castello trecentesco.
La storia del monastero di San Pietro resta distinta e viene trattata nella pagina dedicata.
Fonti e bibliografia
Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 85/4, Obligatio universitatis Montis Gabionis de solvendis decimis, 24 ottobre 1289.
Archivio di Stato di Orvieto, Catasto del contado orvietano, 1292, cc. 594r-596r.
Archivio Vescovile di Orvieto, Cartulari, Codice C, c. 187/2, Solutio census Sancte Maria Aquealte duarum librarum cere, 6 febbraio 1293.
SIMONI, Cesare, Secessione da Orvieto de' conti di Monte Giove e loro sommessione a Perugia (1380-1394), pp. 12-13, per la notizia del 1322.
FUMI, Luigi (a cura di), Ephemerides Urbevetanae, dal codice Vaticano Urbinate latino 1745, per il castrum Acquae Altae / Castrum Florae del 1345.
CARPENTIER, Élisabeth, Orvieto à la fin du XIIIe siècle. Ville et campagne dans le Cadastre de 1292, Paris, CNRS, 1986.
PISELLI, Daniele, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei secc. XII-XIV, Montegabbione, Pro Loco Montegabbione, 2018.
PISELLI, Daniele, Acqua Alta (Acqualta) tra XII e XIII secolo, ricerca documentaria aggiornata al 2026.
Per il solo monastero di San Pietro: PISELLI, Daniele, Abbazia di San Pietro di Acqua Alta.
Castello di Castel di Fiori - pagina storica del sito Il Castello di Montegabbione.
Pagine collegate
Chiese, castelli e torri del comune di Montegabbione
Abbazia di San Pietro di Acqua Alta
Acqua Alta (Acqualta) tra XII e XIII secolo
Castello di Castel di Fiori