Chiesa di Sant'Egidio Abate di Montegabbione
Introduzione
La Chiesa di Sant'Egidio Abate era una piccola chiesa rurale posta fuori dal centro di Montegabbione. La memoria locale la colloca lungo la strada ancora indicata come via di Sant'Egidio, nell'area sottostante le abitazioni dei Margellati e verso gli ex stalloni Vergari. L'edificio non esiste più.
La prima attestazione diretta della chiesa finora verificata è del 1842. La precedente pagina del 2012 proponeva una costruzione fra il 1828, quando la cappella non compare in un decreto parrocchiale, e il 1842. Il riesame del Catasto comunale del 1680 impone maggiore prudenza: nello stesso territorio compare già il toponimo S. Egidio e viene ricordata una strada S. Egidio. Il dato catastale non prova l'esistenza della chiesa nel Seicento, ma dimostra che il nome era radicato nel paesaggio molto prima dell'Ottocento.
Stato della documentazione. Il 1842 resta la prima attestazione diretta della chiesa qui utilizzata. Il toponimo seicentesco impedisce però di trasformare il silenzio dei documenti del 1828 in una data certa di fondazione.
Elenco cronologico della documentazione
1680 - Il catasto comunale registra più appezzamenti nella contrada S. Egidio e una strada con lo stesso nome; non è nominata direttamente una chiesa.
1828 - Nei decreti del cardinale Gamberini relativi alla parrocchia, esaminati nella ricerca del 2012, Sant'Egidio non compare.
1842 - Prima attestazione diretta finora verificata: i decreti di visita ordinano il restauro del quadro dell'altare e delle pareti della chiesa.
metà anni Quaranta dell'Ottocento - Una visita successiva definisce Sant'Egidio chiesa filiale e ricorda il patronato della famiglia Duranti.
1854 - Viene ordinato il restauro del quadro di Sant'Egidio e la stuccatura delle screpolature dei muri per verificare eventuali problemi statici.
1880 circa - Don Luigi Galli descrive la chiesa, il giuspatronato Duranti, l'altare unico e la festa annuale del 1° settembre.
1904 - Il vescovo Fratocchi, trovando la chiesa in assoluto deperimento, la interdice al culto; gli oggetti sacri vengono consegnati a don Gustavo Fioravanti e trasferiti alla Madonna delle Grazie.
XX secolo - L'edificio scompare; ne resta il ricordo nella toponomastica e nella memoria orale.
1842-1854 - Le visite pastorali
Nel 1842 la chiesa compare nei decreti del vescovo Vincenzo Badia. Le prescrizioni riguardano il quadro dell'altare e lo stato delle murature:
Si restauri il quadro dell'altare. Si restaurino le pareti della chiesa nella parte inferiori.
Una visita successiva la qualifica espressamente come chiesa filiale di Sant'Egidio e attribuisce il patronato alla famiglia Duranti, lodata per aver eseguito quanto ordinato nella visita precedente.
Nel 1854 tornano problemi di conservazione: il quadro è giudicato indecente e le screpolature delle murature devono essere stuccate per controllare un eventuale sfiancamento.
Fonte: Archivio Parrocchiale di Montegabbione, decreti e visite pastorali; trascrizioni in D. Piselli, Il Gobbo n. 35, 19 maggio 2012.
La descrizione di don Luigi Galli
Galli ricorda che il giuspatronato apparteneva alla famiglia Duranti, alla quale spettava la manutenzione. La chiesa aveva un solo altare con un quadro su tela raffigurante Sant'Egidio Abate. Il tetto era sostenuto da cavalloni; non risultavano obblighi di Messe o altri pesi e la festa si celebrava ogni anno il 1° settembre.
Il gius Patronato di questa Chiesa appartiene alla Famiglia Duranti alla quale spetta la manutenzione in tutto l'occorrente. Vi è un solo altare con quadro in tela rappresentante S. Egidio Abate [...] Vi si celebra la festa ogni anno il 1 settembre.
L'inventario ricordava candelieri, carteglorie, tovaglie, pianeta, calice, messale, campanello, ampolle, purificatori, lampada, genuflessori e banchi.
Fonte: Archivio Parrocchiale di Montegabbione, Notizie Generali della Parrocchia, don Luigi Galli.
1904 - L'interdizione al culto
Don Policarpo Baldini ricorda che nella visita pastorale del maggio 1904 il vescovo Giovanni Battista Fratocchi trovò la chiesa in uno stato di assoluto deperimento e la interdisse. Gli oggetti destinati al culto vennero consegnati dalla famiglia Duranti al sacerdote Gustavo Fioravanti affinché fossero custoditi nella Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, della quale era cappellano.
Fonte: P. Baldini, Economato della Parrocchia, 1908; trascrizione in Il Gobbo n. 35.
Il luogo e il toponimo
Il Catasto comunale del 1680 registra terreni nella contrada S. Egidio e una strada S. Egidio. Questo dato è particolarmente utile perché documenta l'antichità del toponimo, ma non consente da solo di stabilire se nel Seicento esistesse già un edificio sacro dedicato al santo.
La memoria raccolta nel Novecento colloca la chiesina lungo la strada che dal paese conduceva verso l'area degli ex stalloni Vergari. Il nome della via costituisce ancora oggi la principale traccia toponomastica del luogo.
Fonti e bibliografia
Archivio Comunale di Montegabbione, Catasto del 1680, partite relative alla contrada S. Egidio.
Archivio Parrocchiale di Montegabbione, decreti delle visite pastorali del XIX secolo; Notizie Generali della Parrocchia; P. Baldini, Economato della Parrocchia, 1908.
Daniele Piselli, Il Gobbo n. 35 - Sant'Egidio, 19 maggio 2012.
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