Il Gobbo

Chiesa di San Donato

Una chiesa già scomparsa nel 1278

La Chiesa di San Donato compare nelle fonti medievali relative ai confini tra il territorio di Carnaiola-Montegabbione e il piviere di Montegiove. Il dato più antico finora verificato è del 1278 ed è particolarmente importante: il Liber de confinibus di Orvieto la ricorda espressamente come ecclesiam Sancti Donati destructam, cioè come chiesa di San Donato già distrutta.

La pagina generale del sito la indicava tradizionalmente in vocabolo Capannari. La ricostruzione del percorso confinario del 1278 proposta da Francesca Bianco conduce invece verso l'area compresa tra Pian del Sette e Poggio della Croce. L'identificazione topografica resta un'ipotesi.

1278 - Il Liber de confinibus di Orvieto

Nel Liber factus de confinibus pleberiorum et terrarum comitatus civitatis Urbevetanae, redatto nel 1278, San Donato è utilizzata come punto di riferimento nella descrizione del confine. Il percorso, provenendo dalla zona di Monte Arale e dirigendosi verso il territorio di Montegiove, raggiunge il Podio Mercardi e quindi la chiesa:

...deinde venit per viam usque ad ecclesiam Sancti Donati destructam... Da San Donato il confine proseguiva verso il fossatello di Castagnoli, il fosso Risorri e infine il fiume Chiani.

La qualifica destructam non lascia dubbi sullo stato dell'edificio nel 1278: la chiesa non era più integra, anche se il luogo e l'intitolazione erano ancora abbastanza riconoscibili da essere impiegati come termine confinario.

Fonte: Archivio di Stato di Orvieto, Archivio Storico Comunale di Orvieto, Istrumentari, n. 877/8/VI, Liber de confinibus, 1278.

Pian del Sette e Poggio della Croce

Lo studio di Francesca Bianco sul Liber de confinibus, pubblicato nel 2016, propone una ricostruzione della viabilità medievale del settore. Il Podio Mercardi viene identificato con Poggio Pian del Sette; dalla strada che scende da Monte Arale, il percorso raggiungerebbe quindi il secondo poggio del rilievo, Poggio della Croce.

A Poggio della Croce nel 1987 furono segnalate e successivamente indagate dalla Soprintendenza strutture archeologiche comprendenti un edificio con sepolture multiple. Tre tombe scavate restituirono complessivamente quattordici individui e materiali riferibili prevalentemente al V-VI secolo d.C.. L'area mostra una funzione funeraria e cultuale nella tarda antichità.

Bianco ha proposto che il complesso possa corrispondere alla ecclesia Sancti Donati destructa del 1278. La stessa autrice presenta però l'identificazione come ipotesi da verificare, che richiede ulteriori indagini archeologiche e topografiche.

Stato dell'identificazione. Poggio della Croce è oggi la proposta topografica meglio argomentata per la San Donato del 1278, ma non deve essere presentata come identificazione certa.

Il sito archeologico di Poggio della Croce

La relazione archeologica di Paolo Bruschetti e le successive sintesi locali descrivono un edificio con pavimento in lastre calcaree e tombe a giacitura multipla, accompagnate da ceramiche, lucerne e monete. La presenza di una lucerna con croce e la struttura funeraria hanno portato a interpretare l'edificio come possibile ambiente di culto rurale con funzione sepolcrale.

La continuità d'uso dell'area oltre il VI secolo non è stata dimostrata in modo definitivo. L'eventuale passaggio dal complesso tardoantico alla chiesa medievale di San Donato resta dunque una ricostruzione possibile, non un fatto acquisito.

Capannari e Poggio della Croce

Le due indicazioni non hanno lo stesso valore documentario:

Capannari — è la localizzazione conservata nella precedente schedatura del sito, ma nelle fonti medievali e negli studi verificati per questa pagina non è stato trovato un documento che colleghi direttamente San Donato al vocabolo Capannari.
Poggio della Croce — è la proposta di identificazione topografica formulata sulla base del percorso confinario del 1278 e della presenza del sito archeologico.

Per questo motivo la pagina mantiene Capannari come memoria della precedente attribuzione locale, ma non lo presenta come localizzazione accertata.

Cronologia essenziale

V-VI secolo d.C. - Datazione principale della necropoli e dell'edificio funerario individuati a Poggio della Croce.
1278 - Il Liber de confinibus cita la ecclesiam Sancti Donati destructam: San Donato è già distrutta ed è utilizzata come punto confinario.
1987 - Vengono segnalate le strutture archeologiche di Poggio della Croce, poi indagate dalla Soprintendenza.
1988 - Paolo Bruschetti pubblica la relazione sull'area archeologica.
2016 - Francesca Bianco propone, con esplicita cautela, l'identificazione della San Donato del 1278 con l'area di Poggio della Croce.

Documentazione

Francesca Bianco, Il Liber de confinibus di Orvieto (1278), 2016
Daniele Piselli, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei sec. XII-XIV, 2018
Poggio della Croce - Pro Loco Montegabbione

Fonti e bibliografia

Archivio di Stato di Orvieto, Archivio Storico Comunale di Orvieto, Istrumentari, n. 877/8/VI, Liber factus de confinibus pleberiorum et terrarum comitatus civitatis Urbevetanae, 1278.

BIANCO, Francesca, Il Liber de confinibus di Orvieto (1278). Per uno studio del paesaggio medievale degli antichi pivieri di Ficulle, Carnaiola, Fabro, Monteleone e Montegiove, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, CXIII, 2016, fasc. I-II, tomo I.

BRUSCHETTI, Paolo, Indagine archeologica su un recinto fortificato e una necropoli presso Montegabbione, Soprintendenza Archeologica per l'Umbria, Perugia, 1988.

PISELLI, Daniele, Comunità laica e religiosa di Montegabbione: chiese ed abazie nei sec. XII-XIV, Pro Loco Montegabbione, 2018.

Torna a "Chiese Montegabbionesi" Indietro

Pagine collegate

Chiese, castelli e torri del comune di Montegabbione

Progettazione e sviluppo Daniele Piselli, +39 328 8295217. Se vuoi utilizzare i contenuti di questo sito ti chiedo di citare la fonte. BY