Il Gobbo

Torre di Montegabbione

25 aprile 2010. Liberazione, un Impegno che continua.
Sala "Ottavio Gattavilla" ore 10.30: Saluti del Sindaco, Presentazione del libro "La bicicletta nella resistenza" di Franco Giannantoni e Ibio Paolucci a cura del Filosofo Dott. Antonio Bisogno

Piazza del Municipio e Piazza della Libertà ore 11.30: Deposizione corona di alloro e benedizione al monumento ai caduti e
alla targa di Gaetano Lemmi con la partecipazione della Filarmonica "Santa Cecilia" di Montegabbione
Via Primo Maggio ore 15.00: Cronoscalata individuale
Piazza XVI Giugno ore 17.00: Premiazione Cronoscalata e Festa in piazza

Quando incontro un frammento della nostra storia provo sempre un'emozione particolare. Sono ormai diversi anni che vado ricercando questa emozione. Crescendo ho imparato che si può trasmettere, è contagiosa. Un pò come uno sbadiglio, chi ti vede...sbadiglia. Mi è capitato più di una volta di vedere persone che di fronte ad una piccola foto, un frammento di racconto, un oggetto, un libro, un francobollo, una lettera o soltanto una leggenda hanno provato emozione. Per questo ho iniziato questo progetto, vorrei far nascere in voi il piacere per il nostro passato, il piacere di trascorrere minuti su minuti difronte ad un piccolo particolare con il desiderio di comprenderlo.

Questo è il mio contatto e-mail: danielepiselli@hotmail.com. Se vuoi inviarmi suggerimenti, notizie, foto o quant'altro non esitare.
"Adunque in una bella mattina dell'agosto dell'anno passato, la diligenza di Città di Pieve mi ha condotto fino a Piegaro, da dove a cavallo ho preso la via per Montegabbione, castello situato sulla cresta di un alto colle che prospetta la Val di Chiana, e da cui si scorge una miriade di paesi, di città, come sulla lente di un panorama. L'orizzonte estesissimo va prolungandosi da est ad ovest con una gradazione di colori meravigliosa dal verde cupo al più diafano azzurro; quel fenomeno è prodotto dalle varie distanze in che son poste le montagne, che all'orizzonte disegnano una linea irregolare formata dal monte di Viterbo, dal monte Amiata, dalla montagna di Cetona, e dalle più occidentali che per la lontananza sono una sfumatura e niente più. La fantasia come la vista abbraccia anch'essa un mondo sterminato e non si sazia di creare nuove immagini. La solitudine, il silenzio contribuiscono vieppiù a rendere gradito un soggiorno di alcune ore per contemplare la magnifica vista della natura in festa."
Bollettino del Club alpino italiano, 1875.
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La porzione di cartina riportata: Territorio di Orvieto, a firma F.EGNATIVS.DANTES.ORD.PRAED:, per Monaldo Monaldeschi l’anno MDLXXXIII.